«Il palazzo del Corso è solido»
Paolini: la voragine sotto i negozi non ha danneggiato le fondamenta
LANCIANO. «Non è vero che il fabbricato dell’ex Modernissimo non ha le fondamenta, sfido chiunque a sostenere il contrario e sono pronto a citarlo in tribunale per danni». L’ex sindaco Filippo Paolini, tra i proprietari degli stabili coinvolti dal crollo improvviso dei solai dei magazzini di due negozi della parte bassa di corso Trento e Trieste in una voragine profonda oltre 120 metri quadrati, punta il dito contro il parere dei tecnici che hanno progettato una soletta in cemento armato proprio per sostenere le pareti della struttura, a loro giudizio priva di fondamenta. Il fabbricato, a seguito dell’imponente cedimento, secondo i tecnici incaricati dal Comune ha rischiato seriamente di implodere trascinando con sé anche gli stabili adiacenti. «Non è accertato da nessuno che l’ex Modernissimo sia privo di fondamenta», attacca Paolini, «anzi quel fabbricato sta lì dal 1926 e ha resistito al drammatico terremoto del ’33 e a tutti gli altri che si sono succeduti, alle guerre e ai carri armati del ’43 e ad oggi non presenta crepe. Sono in possesso di documenti dove la ditta Contento e Paolini certificava che stava facendo in quel punto la gittata di calcestruzzo e l’allora ingegnere Di Cecco, che andò sul posto a controllare il tipo di materiale utilizzato, firmò la determina». Paolini si dichiara esasperato anche dal lungo periodo di chiusura dei locali. «Mi hanno detto che a fine ottobre verrà revocata l’ordinanza di sgombero», precisa, «ma in questi mesi i due esercizi commerciali hanno registrato migliaia di euro di perdita economica». E gravi danni sarebbero stati provocati anche dalla deviazione delle acque dal centro della carreggiata al lato dei Portici comunali. «L’acqua doveva finire in un tombino», conclude Paolini, «ma le perdite proseguono dato che nel momento in cui c’è stato l’intervento si sono allagati i magazzini dei negozi Calzedonia e Intimissimi». (d.d.l.)

