Il Pantalonificio d’Abruzzo getta la spugna

GISSI. Il 3 maggio, avevano protestato davanti alla loro fabbrica chiedendo aiuto alla politica. La doccia fredda è arrivata giovedi. I titolari del Pantalonificio d’Abruzzo del Gruppo Canali hanno...
GISSI. Il 3 maggio, avevano protestato davanti alla loro fabbrica chiedendo aiuto alla politica. La doccia fredda è arrivata giovedi. I titolari del Pantalonificio d’Abruzzo del Gruppo Canali hanno inviato ai sindacati il preavviso di cessazione dell’attività.
Immediato l’intervento dei rappresentanti provinciale di Cgil, Cisl e Uil che hanno invitato l’azienda ad avere ancora qualche giorno di pazienza in attesa di un imminente incontro al ministero del lavoro.
La prossima settimana sarà fondamentale. Per novanta lavoratrici e sei loro colleghi il futuro è a tinte fosche. Prima ancora della risposta politica è arrivata quella aziendale ed è stata la peggiore risposta che gli operai potessero ricevere. I sindacati non si arrendono e chiedono ancora qualche giorno di tregue. I dipendenti del Pantalonificio del Gruppo Canali urlano la loro disperazione e delusione. Si sentono abbandonati . Lo hanno detto e scritto mercoledi durante il corteo. Una scena che ricorda il triste epilogo della Golden Lady. La battaglia ora deve puntare necessariamente alla riconversione e alla ricerca di un nuovo acquirente. Da un’eventuale operazione di riconversione dipende il futuro di cento famiglie. Quando e come si farà l’incontro, i lavoratori non lo sanno. “«Presto», assicurano i sindacati. Intanto cresce la rabbia dei lavoratori, insieme alla preoccupazione di ritrovarsi presto senza più nulla. «La Val Sinello, è un’area che, negli anni passati, oltre a dare occupazione a tante persone, ha fatto sì che si fermasse lo spopolamento delle aree interne. E adesso che ne sarà di noi?» chiedono i lavoratori. I sindacati stanno cercando di aiutarli e con loro i sindaci di Vasto, Gissi, Cupello e Monteodorisio. Ma l’ottimismo è svanito. (p.c.)

