«Il papà di Ale è innocente»

1 Febbraio 2017

Bimbo morto dopo la caduta dalle scale: la verità a nove mesi dalla tragedia

SAN SALVO. Il papà non c’entra, e presto sarà rivelata la verità. Sono trascorsi 9 mesi da quando Alessandro non c’è più. Il piccolo di soli 3 anni morì dopo una brutta caduta nella sua casa a San Salvo, e il dolore per il padre del bambino è immutato, lacerante. Unica consolazione, la perizia medico legale disposta dalla Procura ed eseguita dall’anatomo patologo, Pietro Falco, che è stata ultimata e presto potrebbe fare archiviare il caso. Il perito per il momento preferisce non rilasciare dichiarazioni, ma sembra che gli esami eseguiti in questi mesi abbiano confermato che le cause della morte del bambino siano riconducibili a una malattia congenita mai diagnosticata. Il bambino venne trovato dal papà privo di vita nella sua cameretta il 13 aprile 2016. L’autopsia ha subito escluso la morte violenta. Sul corpo di Alessandro non furono trovati segni o traumi letali. Escluso anche il decesso per soffocamento: i polmoni del bambino erano puliti. Il medico legale Pietro Falco ha eseguito, nel corso dell’autopsia, il prelievo di organi e tessuti del bambino. Sugli organi sono stati compiuti accurati esami. La titolare dell’inchiesta è il sostituto procuratore Gabriella De Lucia che ha aperto un fascicolo a carico del papà del piccino, A.C. con l’ipotesi di omicidio colposo. Un atto dovuto. La comunicazione giudiziaria è stata fatta per poter disporre l’autopsia come atto irripetibile. Ma la morte della piccola vittima pare sia riconducibile ad altro. Un’ipotesi a lungo caldeggiata dal difensore dell’uomo, l’avvocato Giovanni Cerella. «Il papà di Alessandro ha sempre accudito i tre figlioletti con cura e amore». La madre del bambino, di origine nordafricana, vive all’estero. A.C. dal giorno della morte del figlioletto è disperato. Anche per lui è importante sapere perché la sua creatura è andata via all’ improvviso e così presto. « Il mio cliente è provato anche dall’idea che qualcuno possa averlo pensato capace di aver colpito il figlio al punto da farlo morire», ha spiegato più volte Cerella. L’autopsia, di fatto, lo ha sollevato da ogni responsabilità. «È sempre stato molto vicino ai figli (oltre ad Alessandro, A.C. ha due gemelle di un anno e mezzo, ndc), accudendoli con grande affetto. L’autopsia ha escluso qualsiasi correlazione fra la caduta e la morte», sottolinea il difensore. «Sono certo che gli esami più approfonditi eseguiti in questi mesi da Pietro Falco chiariranno il mistero della morte del piccolo. Quello che è certo è che il suo papà non c’entra, è disperato e sente tanto la mancanza del suo bambino», afferma Cerella. Chi conosce A,C. non è sorpreso. Del resto i segni sul corpo della creatura sono state definiti da subito contusioni da caduta. L’uomo si è trasferito a San Salvo a dicembre 2015. Quattro mesi dopo è avvenuta la tragedia. La perizia di Pietro Falco oltre a rivelare ufficialmente la causa della morte chiarirà anche la dinamica della caduta rivelatasi fatale , i malesseri e l’inappetenza che hanno preceduto la morte del piccolo .

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