Il papà di Luca: «La prefettura impugnerà la sentenza»

3 Marzo 2017

CHIETI. La Prefettura ne aveva dichiarato l’estinzione, il Tar l’ha rimessa in carreggiata, ma il fondatore, Antonio Romano, (nella foto) non nasconde l’amarezza per la pronuncia dei giudici...

CHIETI. La Prefettura ne aveva dichiarato l’estinzione, il Tar l’ha rimessa in carreggiata, ma il fondatore, Antonio Romano, (nella foto) non nasconde l’amarezza per la pronuncia dei giudici amministrativi. La Fondazione “Luca Romano”, porta il nome del giovane figlio di Antonio, morto dieci anni fa in seguito a un incidente stradale. «I lettori debbono sapere», scrive papà Romano, «che dopo dieci anni dalla morte di mio figlio gli attuali amministratori della fondazione operano con intenti del tutto diversi da quelli che hanno dato i natali a questa istituzione.La sentenza del Tar troverà sicuramente impugnazione da parte della Prefettura, anche perché la decisione lascia irrisolte molte questioni poste all’evidenza del Tar: la documentazione testimonia infatti che la Fondazione non possedeva i requisiti di liquidità richiesti dalla legge. Inoltre il ricorso al Tar non pare essere stato presentato nei termini previsti dalla legge, ma sul punto la sentenza non dà informazione alcuna». Attualmente Antonio Romano presiede l’associazione di promozione sociale “Luca Romano”, costituita nel 2014 «con il preciso obiettivo di ricordare ed onorare la memoria di Luca, attraverso attività e opere di promozione sociale, in particolare di promozione e diffusione del Codice etico di comportamento sia di singole persone, che di imprese ed istituzioni», e che nulla ha a che fare, come Romano ha chiarito in passato, con la fondazione. «Certamente», conclude, «nella funzione di fondatore e quindi nell’interesse morale per la pace di mio figlio, ucciso da un tizio ubriaco nell’incidente stradale del 4 luglio 2007, mi preme evitare che il suo nome venga posto a vessillo di questioni che con lo stesso nulla hanno a che vedere, e percorrerò tutte le strade concessemi dalla legge perché la fondazione torni ad essere ciò che dovrebbe, o che la stessa cessi per sempre».