Il Pd accusa: tanti problemi irrisolti in città

11 Novembre 2023

Crisi politica in Comune. Marongiu attacca il sindaco. Lancianofiera, Di Campli resta per ora alla guida

LANCIANO. Resta al suo posto alla guida di Lancianofiera, l'imprenditore Donato Di Campli che nelle scorse ore ha rimesso il suo mandato al sindaco Filippo Paolini "per evitare controversie" che potessero scaturire dalla sua candidatura alla Regione per le elezioni del prossimo 10 marzo. Il primo cittadino rimanda la decisione rispetto all'incompatibilità del ruolo in un ente come la Regione che è di fatto regionale, ad una eventuale elezione di Di Campli.
Intanto resta lo stallo politico a Palazzo di città rispetto alla decisione di un rimpasto di giunta alla luce di un nuovo organigramma politico che nei giorni scorsi ha visto la costituzione di un gruppo misto dopo la fuoriuscita dell'assessore regionale Nicola Campitelli dalla Lega e la sua successiva adesione a Fratelli d'Italia. La nuova compagine costituita dai consiglieri ex Lega Dalila Di Loreto, Michele La Scala e Giuseppe Luciani ha annunciato la creazione di una lista civica, attesa in questi giorni e che non sembrerebbe vietata dal regolamento comunale. Ma l'opposizione insorge. La consigliera di “Lanciano in Comune”, Dora Bendotti aveva parlato di uno «spettacolo indegno per i cittadini» e di una «macchina amministrativa ferma a causa di ambizioni personali».
Ora è Leo Marongiu, consigliere di “Lanciano X tutti”, a stigmatizzare la crisi. «Un autobus dove salire o scendere per ambizioni personali e per cercare un’avventura in consiglio regionale: a questo si è ridotta l’amministrazione comunale di Lanciano, a poco più di due anni dall’insediamento della giunta Paolini “nata stanca e che vive per riposare”», dice Marongiu che è anche segretario provinciale del Pd. «Paolini ha ormai completamente perso di vista temi che incidono sul presente e futuro dei lancianesi come sanità, sociale, opere pubbliche, infrastrutture, mobilità. Emblematica la questione delle "dimissioni congelate" alla Fiera: solo un sindaco debole può accettare il fatto che si giochi a "lascia o raddoppia" ossia se si vince si va in Regione e se si perde tocca il premio di consolazione della presidenza dell'ente fiera. In tutto questo», prosegue Marongiu, «la percezione sulla sicurezza cittadina, sul decoro e sulla pulizia urbana sono peggiorati rispetto all’amministrazione Pupillo e rimangono sospese domande sul futuro della città: la dialisi verrà spostata? Il parcheggio alle Ripe quando sarà concluso? L' intervento sui Funai e su Palazzo Lotti quando vedrà la luce? L'intervento a ingresso città della cava della breccia a che punto si trova? Le strade scolastiche le abbiamo abbandonate? Sul mercato coperto abbiamo un progetto? La questione del Cinema al quartiere Santa Rita è nel dimenticatoio? La strada di Marcianese quanto altro tempo dovrà attendere? Gli investimenti sulle contrade dove sono?».