Il Pd attacca: «Di Primio cede ai ricatti»

14 Giugno 2019

Il consigliere Di Iorio: «Anche D’Amico ha compreso la situazione disastrosa e ha deciso di andare via»

CHIETI. «Come facilmente prevedibile, la maggioranza ha trovato un accordo basato su finti patti». Così il Pd interviene sulla crisi del Comune. «Il sindaco ha più volte affermato che le richieste di Forza Italia erano impossibili da realizzare; poi, però, ha cambiato improvvisamente idea pur di salvare la sua poltrona», dice il consigliere comunale Alessio Di Iorio. «Per Di Primio è stata l’ennesima figuraccia: prima ha chiesto all’opposizione di votare il bilancio, poi ha ceduto ai ricatti di Forza Italia e dell’Udc».
Quanto ai consiglieri forzisti, Di Iorio parla di «comportamento da condannare: nel momento in cui hanno capito che la loro azione avrebbe decretato la fine dell’amministrazione Di Primio, si sono tirati improvvisamente indietro, rendendosi nuovamente complici di una giunta che ha portato Chieti allo sfacelo. Hanno seguito su tutta la linea le direttive di Mauro Febbo. Quest’ultimo, negli ultimi 26 anni, ha avuto incarichi a tutti i livelli – dal Comune alla Regione, passando per la Provincia – ma non è riuscito a portare alcun beneficio per la sua città. Incomprensibile, per l’ennesima volta, è stato il comportamento dei consiglieri comunali dell’Udc, sempre telecomandati da Andrea Buracchio». Ieri ad animare il dibattito politico sono state anche le dimissioni dell’amministratore unico della Teateservizi: «È stato solo l’ultimo campanello d’allarme: Giovanni D’Amico ha probabilmente compreso la situazione disastrosa e ha deciso di uscirne prima che fosse troppo tardi».
«Le dimissioni della Di Biase sono soltanto una farsa per far passare il bilancio», aggiunge il capogruppo di Giustizia sociale, Bruno Di Paolo, che evidentemente non crede al gesto fatto dall’assessore al commercio di rimettere nelle mani del sindaco le sue deleghe.
«Tutto questo serve solo a non far perdere la faccia a qualcuno che in questa storia si è esposto troppo. La Di Biase rimarrà in giunta, come rimarranno i problemi di Teateservizi che, anzi, saranno aggravati dalle dimissioni dell’amministratore unico. Dimissioni che sicuramente non sono state presentate per i troppi impegni lavorativi di D’Amico». (g.let.)
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