Il Pd e la sinistra: tasse troppo alte danni per le famiglie

13 Settembre 2020

Ferrara e i candidati Di Gregorio e Di Primio attaccano «Nessun incentivo alle attività chiuse per la quarantena»

CHIETI. Tassa sui rifiuti e canone idrico nel mirino del candidato sindaco del centrosinistra Diego Ferrara che ieri ha attaccato l’amministrazione uscente insieme ai due candidati della lista di sinistra, Marco Di Gregorio e Silvio Di Primio. Il primo ha parlato di Tari, il secondo di acqua, entrambi sono giunti alla medesima conclusione: tasse troppo alte, che si sarebbero potute abbassare se la maggioranza avesse fatto scelte diverse. «La maggioranza ha bocciato la proposta delle opposizioni di ridurre la Tari del 25% per le attività costrette a fermarsi durante il lockdwon, nonostante il governo avesse messo a disposizione per il Comune un ristoro di 2 milioni e mezzo di euro», ha detto Di Gregorio, «questo significa davvero non capire le esigenze della città. È l’ennesima riprova di come hanno governato sinora. Ricordo quando nel 2017 abbiamo vinto il ricorso al Tar sul Piano economico e finanziario della Tari. E ricordo anche i circa 2 milioni di euro che venivano caricati annualmente sulle bollette per il contenzioso. Abbiamo sempre cercato di capire a cosa fosse dovuto tale contenzioso, ma non hanno mai risposto. Se saremo eletti, avvieremo una operazione verità e così si capirà perché la tassa sui rifiuti non è scesa dall’avvio della raccolta differenziata, come era stato promesso». Critiche anche sul canone idrico, a partire da quando nel 2017 il Comune ha deciso di cedere reti e sorgenti all’Aca: «L’opposizione era contraria, non voleva passare la gestione a quello che veniva generalmente definito come il “carrozzone” Aca», ricorda Di Primio, «a luglio scorso, in occasione del bilancio 2019, l’Aca ha deciso di caricare in bolletta 16 milioni di morosità relative al periodo 2012-2015, quando la rete teatina era ancora comunale. Il sindaco di Chieti non ha detto nulla e dunque i teatini si troveranno a pagare tra le 70 e le 80 euro in più in bolletta per morosità non loro». Tutto questo, conclude il candidato sindaco, «in un momento in cui la città è in grande difficoltà, anche a causa dell’emergenza sanitaria, i cui effetti potevano essere alleviati accogliendo la nostra proposta di tagliare del 25% la Tari per le attività rimaste chiuse durante il lockdown, visto che c’era a disposizione il ristoro proveniente dal governo nazionale. E invece sia le bollette della tassa sui rifiuti che quelle del canone idrico saranno salate per i contribuenti teatini». (a.i.)