Il Pd: «Il Comune non riduce la Tari: la giunta è ferma»

Zappalorto (Pd) e Febo (Chieti per Chieti): «Chiederemo noi di convocare la commissione per abbassare le tasse»
CHIETI. La riduzione della Tari non riesce ancora ad andare in porto e in Comune scoppia la polemica. Partito democratico e lista civica Chieti per Chieti si dicono pronti a rimettere in moto la macchina comunale, a loro giudizio ferma e impantanata nelle diatribe politiche che agitano il periodo pre-elettorale.
In ballo c’è un abbassamento delle tariffe della tassa sui rifiuti, deciso in consiglio comunale dall’intera maggioranza, insieme alla minoranza, ma non ancora attuato. Per aggirare il problema, i due capigruppo di minoranza, Chiara Zappalorto (Pd) e Luigi Febo (Chieti per Chieti), chiederanno di propria iniziativa la convocazione delle commissioni che servono per far andare in porto l’attesa riduzione della tassa, sostituendosi dunque a quella che definiscono come una «giunta comunale immobile». «Siamo ormai a metà anno», dicono Febo e Zappalorto, «e nonostante i nostri ripetuti solleciti in tal senso, il consiglio comunale teatino non è stato ancora convocato per la modifica del regolamento che prevede la riduzione della Tari a favore di famiglie, attività produttive e commerciali che hanno subito le gravi ripercussioni economiche del lockdown da Covid-19. Giacché la giunta è ferma, come consiglieri comunali di opposizione chiediamo noi, nell’esclusivo interesse dei nostri concittadini, la convocazione congiunta della prima e della sesta commissione consiliare per la dovuta riduzione Tari e una più consona rimodulazione rateale del tributo a favore dei teatini».
I due consiglieri ricordano che è ormai passato oltre un mese dalla «delibera unanime dei gruppi consiliari per la rimodulazione e riduzione della tassa, come espressamente previsto da specifici provvedimenti nazionali. E nonostante le risorse governative assicurate agli enti locali a copertura delle minori entrate tributarie, di fatto il Comune di Chieti sembra completamente ignorare l’esigenza di coloro che più di altri hanno sofferto le conseguenze economico-finanziarie del Covid-19. Ci chiediamo cosa si stia aspettando. Soprattutto il dubbio sorge circa la manifesta volontà espressa in Consiglio dalla maggioranza di centrodestra, che però di fatto non pone in essere nessuna azione concreta conseguente all’intenzione manifestata».
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