Il Pd: manca l’acqua ora bisogna intervenire

Ferrara detta l’agenda di governo con i candidati Squicciarini e Bottini «Rete colabrodo con troppe perdite, servono lavori. Più servizi al turismo»
CHIETI. I problemi di Chieti Scalo, dalla carenza idrica al degrado, il tema delle politiche per il turismo e il sostegno alle famiglie che vivono la disabilità sono stati al centro della conferenza stampa di ieri del candidato sindaco del centrosinistra Diego Ferrara. Il candidato li ha affrontati attraverso le esperienze di due suoi candidati, Gianluca Squicciarini, un ritorno nella lista del Partito democratico salutato favorevolmente anche dal capogruppo consiliare Chiara Zappalorto e dal segretario cittadino Filippo Di Giovanni, e la giovane mamma Gloria Bottini.
Squicciarini, animatore della pagina Facebook Visit Chieti, ha particolarmente a cuore i problemi delle politiche per il turismo in città, tema che è riuscito a portare in consiglio comunale attraverso il Pd, sebbene sia poi rimasto lettera morta. «Chieti ha bisogno di servizi al turismo», ha detto, «altrimenti il suo grande patrimonio resterà inutilizzato». Il candidato è anche un portabandiera dei problemi dello Scalo, a cominciare dalla carenza idrica, per cui ha organizzato manifestazioni di protesta dal 2016. Il recente incontro con l’Aca gli ha fatto capire che «il problema non è l’Aca, che si è impegnata a fare il possibile per migliorare il servizio, ma la rete colabrodo che è costretta a gestire, con una dispersione che supera il 50%». Squicciarini si è interessato anche di politiche per gli animali, dalle aree di sgambamento mancanti alle difficoltà del canile. Un tema molto caro anche al candidato sindaco, che si è scoperto solo ieri essere proprietario di ben 8 cani. Squicciarini ha infine chiesto il ripristino della figura del delegato allo Scalo, «punto di riferimento tra i cittadini e l’amministrazione».
Bottini, che vive direttamente i problemi della disabilità, ha fatto una serie di richieste puntuali. Dall’abbattimento delle barriere architettoniche, all’utilizzo «corretto dei fondi destinati alla disabilità come l’assegno di cura», spesso erogato troppo in ritardo, come hanno testimoniato altri rappresentanti di famiglie con questo problema. Ha chiesto inoltre di rivedere l’impiego delle ore di assistenza domiciliare, «più informazioni sugli screening neonatali», una struttura per il «durante e dopo di noi», taxi sociali per disabili e anziani, l’istituzione della figura del disability manager e, infine, «un piano di zona meno carente». (a.i.)

