Il Pd si divide su Febo candidato parte la trattativa con Di Iorio

11 Giugno 2020

Il partito cerca un nome per la corsa a sindaco ma la quadra non si trova e un gruppo tenta lo strappo Spunta l’ipotesi di un’alleanza con Febbo (Forza Italia) e Marzoli (Italia Viva) ma senza simboli politici

CHIETI. È spaccato il Pd teatino e, quando mancano 4 mesi alle elezioni, potrebbe diventare realtà anche un’ipotesi da fantapolitica: una grande alleanza, sotto il mantello del civismo, con Mauro Febbo di Forza Italia e Alessandro Marzoli di Italia Viva per appoggiare il candidato sindaco Bruno Di Iorio.
SEPARATI IN CASA. Nel Pd il dibattito è aperto ma ormai è tempo di uscire allo scoperto con un candidato: la Lega ha scelto il suo uomo, Fabrizio Di Stefano, da 7 mesi, ha messo in archivio già due visite del leader Matteo Salvini e ha incassato l’appoggio di Fratelli d’Italia, Udc, lista civica Ideabruzzo e, forse, anche di Giustizia Sociale; anche Paolo De Cesare è partito in anticipo, da 5 mesi, annunciando la sua discesa in campo alla guida di 5 liste civiche; poi, a marzo, Febbo e Marzoli, defilandosi da centrodestra e centrosinistra, hanno schierato Di Iorio, medico ed ex presidente del Chieti. Su questa scacchiera, ora il Pd deve fare la sua mossa. Finora, il partito non ha mai fatto un nome ed è rimasto alla finestra: Stefano Rispoli e Diego Ferrara, i primi concorrenti nel centrosinistra allargato al civismo, si sono fatti da parte.
FEBO BIS. E ora? È probabile un Luigi Febo bis: l’ex assessore della giunta di Francesco Ricci, sconfitto nel 2015 dal sindaco in carica Umberto Di Primio, potrebbe riprovarci. Ma un’ala del partito non vorrebbe appoggiare il consigliere uscente della civica Chieti per Chieti, lista amica del Pd. E da qui nasce il dialogo con Febbo e Marzoli. I capisaldi del discorso, che potrebbero mettere tutti d’accordo, sono: niente simboli di partito e un programma di pochi punti che punti all’amministrazione della città senza ideologie politiche. Le trattative sono in corso ma restano riservate: di certo c’è che il segretario cittadino del Pd, Filippo Di Giovanni, non vorrebbe un’alleanza con Febbo e Marzoli e preferirebbe puntare su Febo.
DI STEFANO CHIAMA ROMA. Dall’altra parte, Di Stefano è già in campagna elettorale: vanno avanti gli incontri con forze politiche, liste civiche e anche associazioni. L’ex parlamentare si muove tra Chieti e Roma: a Di Stefano non dispiacerebbe che nella sua coalizione ci fosse anche il simbolo di Forza Italia. Un simbolo che Febbo e i suoi non dovrebbero utilizzare visto che ormai hanno virato verso un civico e neroverde Forza Chieti: a questo punto, dagli ambienti romani di Forza Italia potrebbe arrivare sostegno a Di Stefano replicando anche a Chieti l’alleanza nazionale Lega-Fdi-Forza Italia. Una possibilità coltivata anche dal capo abruzzese della Lega, il deputato Luigi D’Eramo: l’ambizione della Lega è centrodestra unito anche a Chieti. Ma questo significa che qualcuno dovrebbe fare un passo indietro.
DE CESARE E LE LISTE. Va avanti anche De Cesare che ieri ha incontrato i rappresentanti delle sue liste civiche: «Abbiamo voglia di fare e di provare a cambiare l’immagine della nostra città. Per questo», dice dopo la riunione, «ripartiamo con rinnovato entusiasmo, con uno sguardo anche alle drammatiche conseguenze che la pandemia ha prodotto in città, poiché se la situazione prima del lockdown era drammatica oggi appare ancor più critica. I cittadini necessitano di attenzione e aiuto, la gente vuole tornare a parlare di futuro con il linguaggio della concretezza. Con questo spirito e per raggiungere l’obiettivo di restituire a Chieti il decoro e la dimensione che merita, insieme ai rappresentanti delle liste che sostengono la mia candidatura, abbiamo organizzato un incontro per definire ed aggiornare i punti salienti del programma». De Cesare lancia un messaggio: «Siamo aperti ad accogliere nella nostra coalizione tutti coloro i quali condividono con noi la necessità di rinnovare la classe politica cittadina puntando a una forte identità teatina e a una nuova progettualità». «Vogliamo espandere il perimetro del nostro gruppo, condividere con tutti i movimenti cittadini la strategia che abbiamo costruito per Chieti, una strategia inclusiva e portatrice di idee vincenti», il commento di Giustino Angeloni, rappresentante e candidato della lista La Teatinità. «Ascoltiamo le voci della città e produciamo soluzioni reali», le parole di Luca Maccione, coordinatore provinciale di Azione Politica. All’incontro hanno partecipato anche Antonello D’Aloisio, l’avvocato che ha abbandonato la Lega in polemica con i vertici regionali, e l’imprenditore Manuel Pantalone, rappresentanti e candidati rispettivamente nelle liste Chieti C’è e Chi ama Chieti.