Il piano del raddoppio ferroviario ora divide anche i comitati civici

I componenti della commissione speciale incontrano i due gruppi di residenti favorevoli e contrari Il sindaco: ora i Comuni hanno voce in più perché si sono messi insieme e Rfi è disposta ad ascoltarli
CHIETI. La variante al progetto del raddoppio ferroviario sulla linea Pescara Roma inizia a diventare sempre più concreta, ma trova ancora parecchi ostacoli. Non solo di natura tecnica, anche di natura sociale. Se ne sono resi conto ieri anche i componenti della commissione speciale che si è costituita proprio per approfondire il progetto che ieri ha incontrato i due comitati della zona di Brecciarola, uno favorevole e l’altro contrario. Il comitato Comferr, rappresentato a Chieti dall’ex assessore Gianni Di Labio, è più che favorevole, perché il raddoppio dei binari non attraversa più Brecciarola ma viene dislocato nella zona dell’interporto di Manoppello. Il comitato della zona Mulino, invece, resta contrario alla variante e continua a sperare che Rete ferroviaria italiana resti sul progetto originario.
I CONSIGLIERI E I COMITATILa commissione speciale presieduta da Vincenzo Ginefra, che ha visto la presenza anche del sindaco Diego Ferrara, si è riunita in maniera congiunta con la commissione urbanistica, presieduta da Pietro Iacobitti. «Arriviamo verso la conclusione del confronto pubblico con qualche speranza in più della partenza», ha detto il sindaco Ferrara, «perché durante il tragitto, grazie alla scelta di unire le energie e le azioni fra tutti i Comuni interessati dal progetto, abbiamo avuto una voce più forte, voce che Rfi si è detta disponibile ad ascoltare. Il prossimo passo, il 23 marzo, sarà la scadenza della consegna delle osservazioni e poi ci prepareremo alla conferenza dei servizi, che entro giugno definirà il confronto sull’opera per passare a una fase più operativa. Allora sapremo come Rfi si regolerà sia su questa variante, nonché sull’altro tratto che non è ricompreso nei tempi e nei fondi del Pnrr, quello fra Chieti e San Giovanni Teatino, su cui si concentrerà ora la nostra attenzione».
IL COMFERRPresieduto dal medico in pensione di Manoppello, Antonio Bianchi, il Comferr si è presentato in commissione con Di Labio: «Siamo molto contenti che i tecnici di Rfi abbiamo deciso di proporre una variante che risponda a quanto richiesto da noi residenti e che l’abbiamo redatta prendendo come base la nostra variante. Ho chiesto al Comune di inserire nelle osservazioni che proporrà su questo pezzo del progetto anche l’aspetto psicologico che l’abbattimento di una casa dove si è vissuti tutta una vita potrebbe provocare soprattutto in quei residenti più anziani o più fragili di altri. E poi ci sono ancora diversi correttivi che si possono apportare a questa variante. Penso, in particolare, alla zona della Valletta, che sinora non è stata mai considerata e che va salvaguardata, al pari degli altri territorio attraversati dal progetto».
IL COMITATO MULINOA dire no alla variante è Katia Corsi che, insieme a Loris Zappacosta, rappresenta i residenti del Mulino. Il nuovo tracciato si allontana leggermente dalla zona, ma a loro non basta. L’allontanamento viene giudicato talmente minimo, che viene inteso quasi come una presa in giro. «Siamo contrari alla variante. Sappiamo che questo tipo di variante era stata già considerata da Rfi pur essendo scartata per problematiche anche di natura ambientale. Dispiace per le persone le cui case verranno abbattute, ma noi abbiamo scelto questa zona proprio perché lontana da tutto. Loro invece hanno scelto di stare vicino alla ferrovia». Giudizio negativo, infine, sul Comune: «Con la variante hanno solo spostato il problemi da una parte di cittadini a un'altra. Solo che siccome per noi non sono previsti abbattimenti, al Comune della nostra situazione non importa nulla».
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