Il Piano di recupero del centro storico cambia dopo 45 anni

Arriva la variante al documento urbanistico redatto nel 1978 Sarà più facile adeguare edifici in disuso per attività e alloggi
CHIETI. Facilitare il recupero e la rivitalizzazione del centro storico, rendendo più snelli gli strumenti urbanistici che regolano gli interventi su un patrimonio architettonico che abbraccia oltre duemila anni di storia. Dovrebbe essere pronta entro un anno la variante al Piano di recupero del centro storico (Pdr) di Chieti: praticamente un nuovo Piano a tutti gli effetti, che aggiorna quello vigente che risale al 1978. Un nuovo Piano che, nei propositi del Comune, deve rendere soprattutto più facile riportare attività commerciali nella parte più antica della città e consentire il recupero, anche ad uso abitativo, di edifici oggi inutilizzati.
Un incontro con la Soprintendenza si è svolto nei giorni scorsi in Comune, per arrivare a una bozza di documento che sarà limato nei prossimi mesi, e i cui tempi di attuazione sono in parte vincolati anche al varo della nuova legge urbanistica regionale. La variante al Pdr renderà ad esempio più agevole intervenire sugli interpiani al di sotto dei 2,70 metri non abitabili, a differenza di quanto permette l’attuale normativa comunale ancora tarata su norme rigide di 45 anni fa. Il nuovo piano-variante riguarderà comunque un po’ tutti gli aspetti che regolano lo sviluppo del centro storico: dalla ristrutturazione di facciate e prospetti al cambio di infissi e grondaie, fino all’installazione di dehors passando per le ristrutturazioni interne degli edifici.
All’ultimo incontro in Comune hanno partecipato, con il sindaco Diego Ferrara, il presidente del consiglio comunale Luigi Febo e l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Rispoli, anche il dirigente Carlo Di Gregorio e l’architetto Lucia Moretti, Roberto Orsatti e Aldo Pezzi della Soprintendenza, Claudio Varagnoli del dipartimento di Architettura della d’Annunzio. Dall’ateneo potrebbe poi arrivare un’ulteriore collaborazione con il coinvolgimento di dottorandi.
«Abbiamo due esigenze grandi e importanti», spiega Febo, «aggiornare il piano particolareggiato del centro storico, fermo da troppi anni, farlo nella maniera più sinergica e condivisa possibile con tutti i soggetti utili a fare un lavoro ad alto livello. Queste due esigenze saranno contemperate a una fotografia attuale della città che tenga conto delle norme, nonché degli aspetti urbanistici e anche demografici ed economici, perché la città è cambiata, il centro storico è cambiato e non si può agire senza tenerne conto. Accanto a questo importante lavoro con la Soprintendenza e gli ordini tecnici», aggiunge il presidente del consiglio comunale, «ci sarà anche la fase partecipativa, perché è importante che la città non solo conosca, ma partecipi attivamente alle scelte».
Per il sindaco Ferrara «sarà una rivoluzione positiva, capace di fare la differenza rispetto a quello che è accaduto o, peggio, non accaduto fino a oggi. È arrivato il momento che Chieti costruisca il suo sviluppo, recuperi le sue funzioni istituzionali e ne acquisti di nuove in base alla cultura, al turismo, al ruolo centrale e di riferimento che è giusto abbia per il territorio. Questa è l’occasione», chiosa il primo cittadino, «anche, di invertire una tendenza che ha visto la città perdere istituzioni, presidi, uffici e, di conseguenza abitanti: dobbiamo farlo bene per ottenere il risultato sperato, per questo è indispensabile lavorare insieme a tutte le istituzioni competenti».
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