Il polso dolorante fasciato con il cartone

19 Febbraio 2019

Gissi. L’arto di una 13enne stabilizzato in ospedale senza stecche perché finite. Poi i controlli a Vasto

GISSI. Esaurite le stecche impiegate per i traumi, i medici di Gissi sono costretti a ricorrere al cartone per stabilizzare il polso di una tredicenne vittima domenica sera di un infortunio.
Colpita da una pallonata, la ragazzina accompagnata da un genitore, ha chiesto aiuto ai medici dell’ambulatorio di primo intervento dell’ospedale di Gissi. I medici, nonostante il reparto di radiografia del presidio gissano fosse chiuso e le scorte di diverso materiale sanitario esaurite, fra mille difficoltà si sono adoperati per evitare alla giovane paziente sofferenze e conseguenze. In attesa delle radiografie programmate per ieri mattina al San Pio di Vasto, gli operatori del punto di primo intervento di Gissi hanno bloccato l’arto della ragazzina in maniera comunque appropriata. Mancando delle stecche mediche i medici hanno usato cartone rigido. Dopo aver bloccato il polso hanno fissato loro stessi l’appuntamento a Vasto dove, ieri mattina, in Ortopedia, sono stati fatti tutti gli accertamenti del caso.
Facile immaginare lo sconcerto dei genitori della piccola quando hanno visto la rudimentale fasciatura. In realtà la piccola paziente, a detta di altri utenti, è stata assistita immediatamente e al meglio.
«Se fossero stati egoisti i medici avrebbero dirottato la ragazzina in altri ospedali», dicono in paese. Non essendoci a Gissi il reparto di Ortopedia, i medici non hanno potuto applicare gesso o altro. Il personale del presidio territoriale di assistenza ha cercato di soccorrere nel miglior modo possibile la giovane. E ora sono tanti coloro che tornano a puntare il dito contro l’amministrazione regionale che avrebbe mortificato i piccoli presidi, impedendo agli operatori di assicurare il buon funzionamento delle strutture.
«Quello che è accaduto», dice il sindaco di Gissi, Agostino Chieffo, «dimostra l’importanza dei presidi territoriali di assistenza che ogni giorno sono chiamati a lenire le sofferenze di tanti utenti e spesso sono costretti a farlo senza gli strumenti necessari. Faccio un plauso ai medici che, pur di evitare problemi alla giovanissima paziente, hanno trovato un rimedio», dice il sindaco. Meno teneri sono i giudizi per la dirigenza Asl, ritenuta sorda alle reali esigenze dell’utenza. «Spero», dice il sindaco, «che la nuova giunta regionale e il prossimo assessore alla sanità, vogliano valorizzare e non più mortificare i piccoli presidi ospedalieri». (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .