Il ponte resta chiuso «Con l’alveo sporco inutile ricostruirlo»

2 Novembre 2016

Ortona, protestano i residenti per il sovrappasso sull’Arielli De Iure: ci vuole la manutenzione che spetta alla Regione

ORTONA. È il ponte della discordia. Da quasi due anni impedisce il passaggio sul fiume Arielli e ora fa scricchiolare anche i rapporti tra assessore comunale ai lavori pubblici e amministrazione regionale. Era marzo 2015 quando, in seguito alla forte ondata di maltempo che interessò l’Abruzzo, la strada di collegamento tra le due sponde dell’Arielli fu messa fuori uso con notevoli disagi per famiglie e agricoltori che usufruivano del passaggio e che da quel giorno sono costretti a scomodi percorsi alternativi. Sono trascorsi circa 19 mesi da allora e il ponte si presenta ancora distrutto, inaccessibile, ricoperto dalla folta vegetazione cresciuta nel tempo e sede di una mini discarica con tanto di girello per bambini abbandonato. Lo scorso aprile il Comune annunciò l’approvazione di un progetto preliminare per la ricostruzione del sovrappasso, ma dopo quella notizia non ci sono state ulteriori novità.

L’assessore ai lavori pubblici, Domenico De Iure, conferma che il progetto è pronto ma si aspetta che anche l’amministrazione regionale faccia la sua parte stanziando fondi per la manutenzione e la ripulitura del letto del fiume Arielli così come di quelli degli altri corsi d’acqua che attraversano il territorio ortonese. Sotto questo aspetto De Iure ritiene che la Regione sia latitante.

«Possiamo anche ricostruire il ponte», dice l’assessore, «ma se non si avvia un programma di manutenzione basterebbe una nuova forte ondata di maltempo per far sì che il problema si ripresenti».

Il progetto preliminare elaborato dall’ufficio tecnico del Comune ed approvato, come avevamo già scritto lo scorso aprile, prevede un impegno economico complessivo di 88.241,60 euro, di cui 63.712,35 di lavori a misura, 3.185,62 di oneri per la sicurezza e 21.343,64 per spese tecniche di progettazione, studi geologici e fluviali, oneri autorizzativi enti terzi e Iva. Tutto però è ancora fermo ai soli numeri, nonostante le sollecitazioni di residenti e imprenditori agricoli che hanno più volte incontrato l’assessore e il sindaco Vincenzo D’Ottavio.

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