Il porto è in salute ma attende ancora la Zes

Vasto. Le aziende dell’associazione Oasi: lo scalo lavora, confidiamo nella Zona economica speciale
VASTO. In attivo nonostante la crisi economica e la pandemia. Il porto di Punta Penna conferma di essere uno scalo in salute. Il bilancio degli imprenditori che operano nell'area del bacino è soddisfacente. È trascorso un anno dall'annuncio dell'importante finanziamento di 12 milioni di euro che favorirà l'economia portuale e l'indotto. La Regione ha stanziato di recente 30mila per lo studio meteomarino e subito dopo pare che si possa procedere all'esecuzione del progetto. Nessuna notizia invece sulla concessione della Zes, la zona economica speciale al porto di Punta Penna.
Gli imprenditori di Punta Penna che fanno parte dell'Oasi, acronimo di Associazione per l'occupazione, ambiente e sviluppo industriale, sono comunque rasserenati dai numeri. Nei primi due mesi del 2021 c'è stata addirittura una ripresa, seppure leggera dei traffici portuali con l'incremento di sbarchi e/o imbarchi per Sevel ed Ecofox e nuovi carichi di tubi per la Snam. A breve riprenderanno anche le spedizioni delle sezioni di torri eoliche. Punta Penna, nonostante la crisi, dimostra ogni giorno che passa le sue potenzialità e la sua vivacità. Non a caso il presidente di Confindustria Chieti-Pescara, Silvano Pagliuca, ha parlato di ambiziosi progetti per lo scalo portuale contestuali al rilancio di Piana Sant'Angelo. Il segreto della vivacità di Punta Penna è da attribuirsi principalmente al cluster marittimo e in special modo al lavoro degli operatori, delle imprese e dell’agenzia marittima Amv operante in porto.
Punta Penna da un paio di anni ha avviato la trasformazione con l’aumento dei piazzali ricavati dall’abbattimento del vecchio mercato ittico e ora destinati allo stoccaggio delle merci, una organizzazione di security al passo con le vigenti normative internazionali, un dragaggio in dirittura di arrivo per l’avamporto e a breve per il bacino interno, oltre ad un piano regolatore approvato, un pescaggio all’ingresso del bacino di 15 metri, piazzali portuali, lontananza da centri abitati, vicinanza all’autostrada A14 e un notevole bacino d’interesse. Lo scalo istoniense lavora e dà lavoro. Recentemente è stata potenziata anche la banchina di levante con una nuova barriera protettiva di 72 metri di lunghezza per proteggere l'area utilizzata dai pescatori dalle violenti mareggiate. La Zes sarebbe il fiore all'occhiello. (p.c.)
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