Il porto rischia di chiudere: «Subito i lavori al molo sud»

4 Dicembre 2020

ORTONA . Il porto di Ortona è pericoloso e rischia di chiudere se non si interviene subito. È questo il grido d’allarme lanciato dal Flag Costa dei Trabocchi e dagli operatori della pesca che...

ORTONA . Il porto di Ortona è pericoloso e rischia di chiudere se non si interviene subito. È questo il grido d’allarme lanciato dal Flag Costa dei Trabocchi e dagli operatori della pesca che utilizzano l’infrastruttura, una delle principali della costa abruzzese. «In questi giorni di maltempo», spiega il presidente del Flag Costa dei Trabocchi, Franco Ricci, «torna a riproporsi un problema molto grave che danneggia gli operatori del settore ittico e che rischia di portare alla chiusura del porto di Ortona. I lavori per la realizzazione dell’avamporto, ideato per ridurre il problema dell’insabbiamento del porto, sono stati condotti solo per metà. È stato prolungato il molo nord, ma non quello sud. Questo provoca un fenomeno molto pericoloso, ossia che i marosi sbattono sul molo nord e arrivano con maggiore violenza all’interno del porto specialmente quando arrivano da scirocco, rappresentando un grave rischio sia per i lavoratori che per le stesse imbarcazioni. È una situazione che non può più andare avanti così», prosegue Ricci. «Il rischio è che si arrivi alla chiusura del porto per mancanza di sicurezza. Per questo rivolgiamo un appello alla Regione affinché si intervenga subito per completare i lavori, dal momento che i fondi ci sono».
Il pericolo concreto ha spinto già diverse imbarcazioni - 12 pescherecci e una ventina di vongolare - a chiedere ospitalità ai porti di Pescara e Vasto. «Le condizioni meteorologiche previste per il fine settimana, con forti venti di scirocco in arrivo», rivelano i componenti della marineria di Ortona, «ci hanno spinto a chiedere riparo ai porti di Pescara e Vasto. Da quando sono stati fatti i lavori del molo nord accade spesso di avere cime spezzate, parabordi che esplodono e notti intere passate a bordo per paura di ritrovare le barche danneggiate la mattina». (a.s.)