Il precedente del kalashnikov al bancomat

19 Aprile 2021

Tre anni fa a Piane d’Archi l’ultima esplosione di colpi d’arma da fuoco nel comprensorio frentano

LANCIANO. L’ultima sparatoria in ordine di tempo nel territorio frentano risale a quando tentarono di far saltare in aria il bancomat di Piane d’Archi, ingaggiando un conflitto a fuoco con i kalashnikov contro i carabinieri che si erano appostati per acciuffarli, tentando anche di investirli e fuggendo nelle campagne di Casoli. Ma furono arrestati. Era la lotte tra il 5 e 6 maggio 2018. In azione, la cosiddetta “banda della marmotta”, processata per tentata rapina, tentato omicidio, detenzione illecita di armi ed esplosivi e ricettazione della Fiat Stilo usata per il colpo fallito e rubata a Barletta. Due imputati, uno di Foggia e l’altro di Cerignola, furono condannati e 4 anni e 8 mesi di reclusione, 10 mila euro di multa e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici ciascuno per furto aggravato. Una sentenza che dimezzò le richieste della Procura, che aveva chiesto 10 anni e 2 mesi di reclusione per uno 7 anni e 8 mesi per l’altro. Ma non furono loro a sparare ai militari. Furono altri due complici di Cerignola e Orta Nova, stando alla sentenza del giudice per le udienze preliminari, che nel gennaio 2019 li condannò con rito abbreviato uno a 6 anni e 4 mesi di reclusione e l’altro a 4 anni, 9 mesi e 10 giorni di reclusione per tutte le accuse. Il 5° componente la banda aveva chiesto l’abbreviato.
Il bancomat di Piane D’Archi quella notte conteneva 56mila euro. I 5 arrivarono con la Fiat Stilo, spaccarono la vetrata accanto allo sportello automatico con un ariete di ferro e piazzarono la “marmotta”, ossia una pala con 380 grammi di polvere pirica, nel cassetto dove escono i contanti. Ma prima che il bancomat esplodesse, intervennero i carabinieri di Atessa e Lanciano. Ci fu uno scontro a fuoco con i militari che spararono dei colpi alla macchina, mentre loro usarono un kalashnikov e cercarono di investire i carabinieri nella fuga. Nel conflitto a fuoco furono coinvolti quattro ragazzi del posto rimasti illesi.