Il precedente un mese fa a Colledimezzo Vittima un giocatore di rugby di 36 anni

22 Agosto 2017

COLLEDIMEZZO. È rara, ma quando arriva non lascia scampo. Almeno che non si agisca in maniera velocissima. La morte per shock anafilattico dovuta alla puntura di un insetto non è un fenomeno molto...

COLLEDIMEZZO. È rara, ma quando arriva non lascia scampo. Almeno che non si agisca in maniera velocissima. La morte per shock anafilattico dovuta alla puntura di un insetto non è un fenomeno molto frequente, eppure in provincia di Chieti si è verificata poco più di un mese fa a Colledimezzo. A luglio Rosario Romele (nella foto), un uomo di 36 anni, era insieme a un bracciante, su un terreno di proprietà che aveva intenzione di ripulire. Improvvisamente si è lamentato per la puntura di un insetto sul braccio. Passati alcuni secondi ha iniziato a sentirsi male e si è accasciato a terra. Nel giro di pochi minuti Rosario non respirava più. Il bracciante che era insieme a lui ha capito la gravità della situazione, ha gridato e chiamato aiuto. Poco distante qualcuno lo ha sentito, facendo partire l’allarme. Ma, una volta sul posto, i sanitari hanno solo potuto constatare la morte del giovane. Rosario era un uomo corpulento. Giocava a rugby ad Atessa e, come nel caso dell’imprenditore teatino Pino Bellia, morto per lo stesso motivo, mai si sarebbe potuto pensare che poteva essere messo ko da un insetto. Per natura gli insetti come calabroni e vespe non attaccano l’uomo, però se disturbati possono pungere anche gli esseri umani. L’insetto inietta una quantità minima di veleno, con una puntura che, a parte dolore e gonfiore, non rappresenta problemi. Le complicazioni sorgono nel caso di allergia oppure di punture multiple, in cui la quantità di veleno iniettata è maggiore. Si stima che in Italia, ogni anno, 5-6 milioni di persone vengano pizzicate dagli insetti. Una buona parte degli accessi nei pronto soccorso per reazioni allergiche è dovuta proprio al veleno degli imenotteri.