Il prefetto: «Controlli aumentati ma le manifestazioni vanno fatte»

Forgione: «Vogliamo garantire un fine settimana sereno, arrivati i rinforzi anche da fuori regione Assembramenti da evitare, però non sono per i divieti a prescindere: eventi storici da salvaguardare»
CHIETI. Controlli rafforzati per evitare assembramenti, ma no ai divieti a prescindere. È la linea del nuovo prefetto Armando Forgione. A partire da ieri, in tutta la provincia, i servizi delle forze dell’ordine sono stati potenziati per il fine settimana di Ferragosto: oggi e domani ci sarà più vigilanza sia nella zona costiera che in montagna. Anche per i giorni successivi sono stati chiesti rinforzi che giungeranno da fuori Abruzzo. Nelle scorse ore è stato riunito il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica proprio per definire il piano. «Il nostro obiettivo», spiega Forgione, arrivato in città lo scorso 23 luglio, «è fare svolgere tutte le attività programmate con regole ben chiare e, soprattutto, preservando la salute di tutti in un periodo di emergenza Covid. Il concetto di base è che non può mai imperare l’anarchia, figuriamoci in un momento come quello che stiamo vivendo». Insomma: divertirsi sì, ma in sicurezza. Significa che bisognerà prestare attenzione alle regole che in questi mesi sono state ripetute fino allo sfinimento e che molti, inspiegabilmente, ancora ignorano. «Quando non si può mantenere il distanziamento sociale, è necessario indossare sempre la mascherina: è l’unico modo per aiutare se stessi, la propria famiglia e i propri amici. È una raccomandazione che faccio soprattutto ai giovani: di fronte a un problema di salute, tutto passa in secondo piano, non c’è moda che tenga».
Molti eventi estivi sono stati cancellati, mentre altri sono ancora in bilico. «Mi è dispiaciuto leggere sui giornali che parecchie manifestazioni storiche, come il Mastrogiurato di Lanciano, non potranno svolgersi. Sono rimasto rammaricato. Certo, ho apprezzato il senso di responsabilità di sindaci e organizzatori che temevano che questi eventi potessero portare problemi per la salute pubblica. Ma io sono del parere che le manifestazioni vanno svolte comunque, anche se con regole più stringenti dovute al momento storico che stiamo vivendo, magari contenendone l’affluenza, il percorso e la durata. Io sono per le tradizioni locali e per le radici culturali: se le annulliamo, cancelliamo la nostra memoria. Il problema è che sempre più spesso, dopo il primo annullamento, manifestazioni storiche scompaiono per sempre».
Il prefetto lancia un messaggio ai sindaci e ai rappresentanti delle associazioni: «Se hanno bisogno di consigli, siamo qui. I divieti a prescindere non hanno motivo di esistere. Vogliamo dare a tutti la possibilità di fare le manifestazioni in piena sicurezza. Tanto per essere chiari: noi non siamo assolutamente in antitesi con gli amministratori locali o con gli organizzatori di eventi. “Di cosa avete bisogno perché tutto possa svolgersi nel migliore dei modi possibili?”, è questa la prima domanda che facciamo. Gli amministratori locali hanno come punti di riferimento non solo la prefettura, ma anche la questura, i commissariati, le caserme dei carabinieri: dico loro di sfruttare al meglio queste opportunità. Non mi stancherò mai di ripeterlo: noi non siamo qui solo per vietare. C’è un affiatamento tra le forze dell’ordine e in prefettura ho uno staff dirigenziale molto preparato: siamo pronti a collaborare».
Il tema migranti, anche in provincia di Chieti, ha animato il dibattito dopo l’arrivo di alcuni cittadini stranieri risultati positivi al Covid. «Come tutte le province italiane», spiega Forgione, «dobbiamo farci carico della parte che ci viene assegnata. Da noi sono giunti 50 migranti. Stiamo monitorando la situazione. Sia gli ospiti di Gissi che di Schiavi d’Abruzzo non tendono a scappare dalle strutture. I cittadini di questi due paesi devono stare tranquilli: non corrono rischi. Stesso discorso per gli operatori delle strutture che sono in contatto con i migranti: c’è un protocollo per garantire la sicurezza, è un sistema molto blindato. Devo ringraziare i due sindaci (Agostino Chieffo e Luciano Piluso, ndr) con i quali mi sono sentito personalmente: sono dalla loro parte. Non sono state telefonate semplici: è logico che non hanno esultato, ci mancherebbe altro. Ma, loro malgrado, nonostante le ire dei concittadini, hanno accettato la situazione con grande senso istituzionale».

