Il prefetto: i sindaci collaborano poco

Atessa, Corona sui migranti: l’accoglienza va assicurata. Poi visita il centro profughi: tredici ospiti sono andati via
ATESSA. «Accettata o non accettata questa è una scelta politica che va oltre le decisioni locali, interessa il Governo nazionale, interessa l’Europa. A noi sta il compito di gestire il fenomeno e adoperarci affinché esso non crei situazioni di criticità con il territorio. Questo è solo l’inizio di una storia che nessuno sa come andrà a finire». È chiaro il prefetto di Chieti Antonio Corona che, al termine del consiglio comunale, prende la parola e spiega come stanno le cose sull’argomento migranti. Disponibile anche all’ascolto e al confronto, in alcuni momenti acceso ma sempre nei binari della correttezza, con alcuni consiglieri comunali. Alla fine la mattinata si conclude con la visita all’ex albergo Il Mulino, in via Matteotti. Nel centro di accoglienza sono arrivati, nelle scorse settimane, venticinque eritrei che attualmente -è notizia appresa durante la discussione nell’aula consiliare- sono scesi a dodici: gli altri si sono resi, infatti, irreperibili. Lunedì sera, in prima serata su Rete 4, dei migranti ad Atessa si è occupata anche la trasmissione “Dalla parte vostra” con diverse interviste anche a esponenti del comitato Atessa agli Atessani che si batte per la chiusura del centro di accoglienza («E continueremo a farlo» precisano i membri del sodalizio, presenti ieri mattina nella sala consigliare). Corona dà una tirata di orecchi ai sindaci della provincia di Chieti, loda quelle associazioni di volontariato spontaneo che si mettono all’opera per aiutare nell’integrazione i migranti, si dice pronto all’ascolto di chi manifesta in modo civile il proprio dissenso. Nei 104 comuni della provincia di Chieti ci sono paesi che non hanno migranti, alcuni grandi che ne hanno pochi e altri che ne ospitano in quantità superiore. «Ho fatto alcune riunioni con tutti i sindaci e ho spiegato loro, con estrema chiarezza, che era necessaria una distribuzione equa su tutto il territorio della provincia ma, per far questo, era indispensabile che tutti dessero la loro disponibilità all’accoglienza: ho avuto zero risposte», aggiunge il prefetto, «a quel punto è stato logico che in quelle strutture che avevano partecipato al bando, avendone i requisiti, sarebbero arrivati i migranti». Il prefetto annuncia anche che a breve, in un paese del Chietino, di cui non ha fatto il nome e che ha un centinaio di abitanti, arriveranno quasi altrettanti migranti. Il comune in questione potrebbe essere Pietraferrazzana. «Noi», puntualizza il prefetto, «garantiamo il diritto all’accoglienza per i profughi ma non tollereremo loro eventuali infrazioni alle leggi vigenti nel nostro Stato». In provincia di Chieti ci sono circa mille migranti e altri ne arriveranno. Alla discussione sono intervenuti i consiglieri comunali Gilberto Testa, Antonello Scarinci, Gianleucio Palena e Giulio Borrelli. A concludere è il sindaco Nicola Cicchitti. Al termine Corona e alcuni amministratori fanno visita all’ex Mulino dove la responsabile del centro, Giulia D’Antonio, accompagna gli ospiti nei diversi locali del centro, tutti puliti e ben curati. Alcuni eritrei guardano la televisione, altri giocano a dama. Corona si intrattiene con Kbrab, 43 anni e otto figli: è il più anziano tra gli eritrei rimasti ad Atessa. Anche lui vuole andare via.
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