«Il presepe vivente di chi cade e si rialza»

Oggi alla Civitella la rappresentazione della Natività con la Madonna nigeriana e la sua bambina
CHIETI. A impersonare la Sacra Famiglia nella 23ª edizione del presepe vivente di Chieti, in programma oggi dalle 16 alla Civitella, saranno Emanuele Ferraro nei panni di San Giuseppe, Joy Peter, giovane nigeriana, in quelli di Maria e sua figlia Princess, di 7 mesi sarà Gesù Bambino. Sono tutti ospiti della struttura Capanna di Betlemme di Chieti gestita dalla Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23) fondata da don Oreste Benzi. Una scelta, quella del Comune e della Apg23, appoggiata dagli organizzatori dell’associazione Teate Nostra, che ha suscitato una polemica limitata agli esponenti locali di Forza Nuova. Questa la replica della Apg23: «La scelta dei tre protagonisti del nostro presepe vivente per noi è altamente simbolica», spiega Luca Fortunato, responsabile della Capanna di Betlemme, «Giuseppe, Maria e Gesù Bambino saranno impersonati dagli ospiti della Capanna di Betlemme e rappresentano la missione che portiamo avanti da 50 anni: lottare contro le ingiustizie. Joy era una ragazza di strada, una schiava degli anni 2000. Oggi, dopo aver incontrato la Comunità, lavora e si è costruita una famiglia. Anche il “nostro” San Giuseppe era schiavo della droga e oggi è diventato un volontario e aiuta chi, come lui, è caduto e vuole rialzarsi. Sono due storie che rappresentano una rinascita, una resurrezione, un ritorno alla vita: associarli alla Natività ci è sembrato naturale».
«Trovo vergognoso», interviene il sindaco Umberto Di Primio, «fare polemiche e strumentalizzare il presepe vivente per bassi interessi politici e di parte».

