Il preside delle battaglie al petrolchimico
LANCIANO. Chi lo ha conosciuto lo ricorda per «il suo modo di porsi nei confronti degli alunni», per «la prestigiosità delle lezioni», tanto da descriverlo come «un “personaggio” degno di grande...
LANCIANO. Chi lo ha conosciuto lo ricorda per «il suo modo di porsi nei confronti degli alunni», per «la prestigiosità delle lezioni», tanto da descriverlo come «un “personaggio” degno di grande considerazione e rispetto». E poi si battè contro l’insediamento del petrolchimico in Val di Sangro contro cui scriveva note giornalistiche con lo pseudonimo “Il sagittario”. Il “personaggio” è Ericle D’Antonio, del quale ricorre quest’anno il quarantesimo della scomparsa. E oggi per rievocare la figura del preside-professore, l’associazione Nuovi Orizzonti di San Vito tiene un convegno sul tema: “1974-2014: 40 anni senza Ericle D’Antonio. Quale eredità? Lo studioso, l’insegnante, il preside, l’uomo”, dalle 17,30, nell’auditorium Paone della Bper, in viale Cappuccini 76. Dopo i saluti dei sindaci di Lanciano, Mario Pupillo, di Rocca San Giovanni, Giovanni Di Rito, e di San Vito, Rocco Catenaro, intervengono Giulia Alberico, Giulio Borrelli, Luigi Brasile, Luigi Gennaro Galante, Paolo Gambescia, Emiliano Giancristofaro, Enio Di Martino e padre Luciano Milantoni. Sono previste letture di Eva Martelli e Daniele Fracassi.
Ericle D’Antonio nacque a Rocca San Giovanni nel 1924. Dopo il liceo classico nel seminario di Chieti, si trasferisce a Milano dove si laurea in Lettere classiche nel 1948. Insegna nella scuola elementare di Rocca, poi al liceo Aterno di Pescara e al classico di Lanciano. Diventa preside del De Titta di Lanciano e, dal 1969, dello Scientifico. Poi la scomparsa a 50 anni, lasciando la moglie, Anna Nenna, e le figlie Marella e Antonella. «Era un uomo», lo ricorda il professore Emiliano Giancristofaro, «che della cultura e dell’educazione dei giovani aveva fatto la ragion d’essere della sua esistenza, una persona dall’impegno civile e dall’etica del lavoro».
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