Il presidente dell’Albania Begaj: «Mai così vicini con l’Abruzzo»

Il capo di Stato esalta la solidarietà reciproca in occasione dei terremoti dell’Aquila e nei Balcani Attenzione all’economia: «Siamo la vostra porta verso l’Est». A Rosciano la cittadinanza onoraria
CHIETI. «Ci separa un mare ma ci uniscono valori umani secolari»: sono le parole del presidente della repubblica albanese Bajram Begaj, ieri mattina a Chieti con sua moglie dopo la visita ufficiale a Roma dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ad accoglierlo davanti alla sede della Provincia sono stati il deputato Luciano D'Alfonso, l’assessore al Turismo della Regione Daniele D’Amario, il sindaco Diego Ferrara, il prefetto Mario Della Cioppa e il questore Francesco De Cicco. Una visita istituzionale che ha riservato anche uno strappo al protocollo con una pausa al Caffè Vittoria e qualche foto ricordo con alcuni albanesi residenti in città, che lo hanno aspettato per un saluto e una stretta di mano. Ad aspettare il presidente è stata anche la comunità di arbëreshë di Rosciano, seconda tappa per Begaj che ha ricevuto la cittadinanza onoraria dal sindaco di Rosciano Simone Palozzo.
LA VISITA
«Amicizia» e «tradizione» sono i valori che uniscono il Paese balcanico con la città teatina e con l’Abruzzo. Ma, soprattutto, è «il sentimento di solidarietà», dice Begaj, a unire e stringere le due comunità. «Anni fa questa regione ha subito il terribile terremoto dell’Aquila e, nel 2009, c’è stato un forte terremoto in Albania. Abbiamo dimostrato l’un l’altro una grande solidarietà così come è successo durante la pandemia. Questi sono i grandi valori umani che ci uniscono e ci fanno rimanere insieme», commenta Begaj che rivolge poi un messaggio alle vittime dell’alluvione. «Colgo l’occasione per esprimere il mio cordoglio all’Emilia-Romagna e al popolo italiano che ha subito una grave catastrofe». Tra i due paesi, Italia e Albania, ci sono «rapporti di carattere strategico ed economico», spiega il presidente Begaj, «e anche in Abruzzo ci sono tante potenzialità da esprimere dal punto di vista economico e ritengo che l’Albania possa essere una porta d’ingresso per italiani e abruzzesi».
ABBATTERE I CONFINI
La visita a Chieti promossa dall’Officina D’Alfonso e sostenuta da Europa Prossima fortifica il legame tra le due comunità. «I cittadini delle due realtà hanno già superato confini e limiti», dichiara l’onorevole e deputato Pd D’Alfonso, che ricorda l’interscambio culturale che da più di un secolo va avanti tra i due paesi. «Tra le province di Pescara e Chieti vivono circa dodicimila albanesi residenti e studenti albanesi che studiano a Chieti e, dall'altra parte, ci sono ragazzi italiani che studiano e vivono in Albania», afferma, «questo dimostra che c’è un patto al di là delle attività istituzionali. Oggi abbiamo dato un grande contributo per la nuova Europa». E per incentivare e fortificare questo legame «ho chiesto l’insediamento in Abruzzo di un consiglio degli albanesi e che si possa realizzare una posizione di consolato onorario nella provincia di Chieti per le esigenze degli albanesi in Abruzzo e per coloro che intendono fare impresa», annuncia D’Alfonso. Abbattere le distanze è quindi possibile anche se di mezzo c’è un mare: le due comunità che non sono mai state così vicine. «Mi auspico che questo rapporto cresca ulteriormente», conclude Begaj.
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