Il prete ucraino abbraccia i volontari in prima linea

14 Marzo 2022

In centinaia al centro raccolta del Centauro, Mancini: tantissima partecipazione Tra i negozi anche l’inno nazionale dell’Ucraina cantato da Karolina Vycaite

CHIETI. Crescono le donazioni al centro di raccolta di prodotti per l’Ucraina gestito dalle associazioni di protezione civile teatine. Sabato gli spazi allestiti al Centauro hanno ricevuto la visita del prete ortodosso ucraino, padre Anatolij Grytskiv, punto di riferimento locale per l’organizzazione degli aiuti alla popolazione sotto attacco, e della presidentessa dell’Associazione nazionale cori ucraini Karolina Vycaite, che ha portato due cantanti con i quali ha eseguito melodie ucraine insieme all’inno nazionale. Ad abbracciare i volontari anche il sindaco Diego Ferrara. Intanto i Comuni si mobilitano per l’accoglienza, con i sindaci in prima linea come accade a Roccamontepiano.
CRESCE LA RACCOLTA «Nel fine settimana abbiamo raccolto davvero tantissimo», dice Antonio Mancini, responsabile del Nucleo operativo Teate (Not), in prima linea insieme a Mariella De Santo, del Kiwanis Chieti Pescara. La raccolta è organizzata con il patrocinio del Comune e in collaborazione con la sezione teatina dell’Associazione nazionale carabinieri, Teaete Soccorso e la Valtrigno Chieti, la galleria Trifoglio Arte, Chieti Solidale, la Asl Lanciano Vasto Chieti, la onlus Abcdef, la chiesa ortodossa abruzzese e molisana, il Csv Abruzzo e diverse farmacie cittadine. Il centro è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. «Un lavoro di raccolta, ma anche di attenzione», dice il sindaco Ferrara, «gestito in sinergia con la comunità ucraina in città, che si occupa di assemblare i pacchi e provvedere alla traduzione in lingua di messaggi e contenuti. A oggi si continuano a spedire derrate di ogni genere, mezzi di prima necessità, medicinali, cibi a lunga conservazione, secondo quanto richiesto è necessario sui fronti interessati dalla guerra».
GENEROSITà E SOLIDARIETà «È una generosità che colpisce», dice Mancini, «si vede la gioia di donare per essere d’aiuto, soprattutto negli occhi dei più piccoli, che sono sempre molto trasparenti nei gesti che fanno. Impossibile dimenticare poi le lacrime della signora Tania, di nazionalità ucraina, che lavora per la ditta che gestisce le pulizie del centro commerciale, e ogni volta che finisce passa da noi, ci dà una mano e non riesce a trattenere la commozione». Su tutto quanto viene raccolto si provvede a trascrivere la traduzione in ucraino, grazie alla volontaria ucraina Natalia. I prodotti donati partono da Chieti alla volta della città ucraina Ternopil.
A ROCCAMONTEPIANO La mobilitazione per l’accoglienza ha già dato i propri frutti a Roccamontepiano. Victoria, una badante ucraina, si è rivolta agli uffici comunali per chiedere aiuto per la figlia e la sua famiglia che si erano messi in viaggio per varcare il confine. «Abbiamo accolto una famiglia di nove persone con sei minori», racconta il sindaco Adamo Carulli, «il sorriso dei bambini al sicuro e lontani dalla guerra, ci ha riempito il cuore di gioia e ci ha permesso di tornare a sperare in un futuro migliore». David, 7 anni, Nadia, 10, Carina, 11, Artur con il fratello gemello Artem di 14 anni e Stois di 16 anni, insieme alla mamma Angels e al papà Grisca, 35 e 45 anni, hanno fatto un viaggio di 2.500 chilometri, durato 5 giorni e con oltre 22 ore di fila per cercare uscire dal Paese in fiamme. La famiglia è ospitata gratuitamente in una struttura di accoglienza turistica.