Il primo allarme frana lanciato già nel 2017
Le perizie commissionate dai residenti degli altri condomini con le crepe: ora sono in corso i rilievi
CHIETI. Il palazzo pericolante e sgomberato di via Don Minzoni si trova al centro di una zona della collina di Chieti che frana. Secondo le prime indagini tecniche commissionate dai residenti il movimento franoso parte da via Gran Sasso e arriva fino a via Fonte della Vecchia, via De Laurentiis e via Don Minzoni, proprio la strada del palazzo di 9 piani, 27 appartamenti, ormai deserto. Negli altri palazzi, lesionati dalle crepe, tra gli inquilini regna la paura di restare senza casa.
Risale al 2017 la prima perizia allarmante ma, in oltre due anni, sono partiti soltanto interventi privati di contenimento del dissesto. «Il fenomeno lamentato», recita una perizia commissionata a un ingegnere dai residenti di uno dei palazzi a rischio, «ha visto coinvolti svariati edifici condominiali che hanno richiesto urgenti interventi di consolidamento delle fondazioni». La perizia prosegue: «Gli interventi sono stati sempre preceduti da opportune indagini geologiche ed eseguiti con l’obiettivo di trasferire a maggiore profondità i carichi trasmessi dalle fondazioni mediante l’introduzione di pali in acciaio di grosso diametro presso-infissi. Trattandosi di interventi locali non si poteva che contrastare il cedimento locale, nella consapevolezza che il risanamento statico del versante collinare richiede opere di natura diversa coinvolgenti l’intera zona e realizzabili soltanto dall’ente pubblico». Il rapporto è stato mandato anche al Comune e spiega che la frana non è circoscritta ma mette a repentaglio un’area vasta: «Torna utile evidenziare che il versante collinare presenta un’ampia fascia interessata da fenomeni di scivolamento che hanno danneggiato le opere». La perizia prosegue: «Un segno evidente del fenomeno viene colto osservando l’abbassamento del tratto di via Gran Sasso in corrispondenza del civico 126 che, a detta dei residenti, si è riformato puntualmente dopo ogni sistemazione». Dopo la lettera, il Comune ha chiesto l’intervento della Regione: ora sono in corso i rilievi geologici.

