Il professor Mastropasqua: «È importante contrastare il glaucoma, ladro silenzioso della vista»

17 Marzo 2026

L’intervista al direttore della Clinica oftalmologica. Oggi, in piazza San Giustino a Chieti, una giornata di visite gratuite

CHIETI. È il ladro silenzioso della vista e purtroppo è in continuo aumento. Il glaucoma, malattia cronica e progressiva che danneggia il nervo ottico, la struttura che trasmette le informazioni visive dall’occhio al cervello, colpisce più di un milione di persone in Italia ma la metà non ne è consapevole. La prevenzione è l’arma più potente e la Settimana mondiale dedicata a questa patologia accende i riflettori sull’importanza di effettuare controlli periodici. Nella giornata di oggi, a Chieti, in piazza San Giustino, sarà possibile sottoporsi gratuitamente a visita oculistica dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19, a bordo dell’ambulatorio mobile. In collaborazione con l’Unione italiana ciechi e con la Fondazione Iapb Italia per la prevenzione della cecità, saranno presenti gli oculisti della Clinica oftalmologica dell’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara, diretta dal professor Rodolfo Mastropasqua, che ci chiarisce alcuni punti importanti.

Professore, ci spiega meglio cos’è il glaucoma?

«È una patologia cronica che danneggia irreversibilmente il nervo ottico e induce una progressiva riduzione del campo visivo fino a provocare, in assenza di cure, profonda ipovisione o cecità. La causa è l’aumentata pressione oculare, o per eccesso di produzione di umore acqueo o per difetto di scarico dello stesso. Il termine glaucoma deriva dal greco e significa azzurro, per la colorazione che assume la cornea nelle fasi avanzate della malattia».

È un nemico subdolo, non dà sintomi per anni. Giusto?

«A differenza di tutte le altre patologie oculari, il glaucoma non dà alcun sintomo fino alle fasi terminali e gravissime del suo decorso. Per questo motivo è conosciuto come il ladro silenzioso della vista».

Il glaucoma è in forte aumento tanto che ci si aspetta una crescita esponenziale entro il 2040: quali sono le cause?

«Se lo confrontiamo con altre patologie oculari socialmente rilevanti, come cataratta, maculopatia senile e occhio pigro nei bambini, il glaucoma rappresenta la più frequente, con una prevalenza superiore al 3%, e un’allarmante tendenza al raddoppio delle persone affette nel mondo nei prossimi 20 anni. Ad oggi, vi sono circa 80 milioni di pazienti affetti nel mondo, che tenderanno a raggiungere i 120 milioni nel 2040, soprattutto in Africa e in Asia. In Italia, oltre un milione di persone hanno il glaucoma con una maggiore prevalenza al Nord (48%), seguito dal Sud (28%) e dal Centro (24%). I motivi sono probabilmente la crescita della popolazione globale, l’allungamento della vita media e l’aumento esponenziale della prevalenza della miopia, importante fattore di rischio».

Quali controlli oculistici bisogna effettuare per prevenirlo?

«Proprio perché circa la metà delle persone che ne soffre non è consapevole della malattia, è molto importante sensibilizzare la popolazione e promuovere attività di prevenzione e controllo. Nel caso del glaucoma è infatti possibile realizzare una prevenzione secondaria efficace per individuare la malattia in fase precoce, prima che provochi danni significativi alla vista. Il primo controllo è semplice e rapido: è sufficiente misurare la pressione oculare ed esaminare o fotografare il nervo ottico. In pochi minuti questi esami permettono di escludere la presenza della malattia oppure individuare un possibile sospetto. Se emerge un dubbio diagnostico, il paziente può essere indirizzato verso centri specialistici altamente qualificati, dotati di tecnologie avanzate, che consentono di confermare o escludere definitivamente la diagnosi».

Non si guarisce ma si cura e si evita la cecità, in che modo?

«Il trattamento del glaucoma ha come obiettivo principale ridurre la pressione intraoculare. Nella maggior parte dei casi questo si ottiene attraverso l’uso di uno o più colliri, che devono essere applicati negli occhi tutti i giorni e per lunghi periodi, spesso per tutta la vita. Quando i colliri da soli non riescono a controllare adeguatamente la pressione oculare, è possibile ricorrere a trattamenti laser di supporto. Tra questi vi è la Trabeculoplastica selettiva automatizzata, una procedura rapida e indolore che permette di migliorare il deflusso dei liquidi intraoculari, riaprendo le vie di drenaggio in pochi minuti e in condizioni di sicurezza. In una parte dei pazienti, tuttavia, con il passare del tempo può rendersi necessario un intervento chirurgico. Si stima che circa il 5% delle persone dopo dieci anni di malattia debba sottoporsi a un’operazione quando la pressione oculare non è più controllabile con altre terapie».

Esistono diverse tecniche chirurgiche.

«Sì, ma tutte hanno lo stesso obiettivo: favorire il deflusso controllato dei liquidi intraoculari dall’interno dell’occhio verso l’esterno. Oggi sono disponibili anche procedure mini-invasive, note come Migs (Minimally Invasive Glaucoma Surgery, ndc), caratterizzate da un basso rischio di complicanze e da un recupero visivo rapido. Questi interventi prevedono l’impianto, sotto anestesia locale tramite gocce, di micro o nano-valvole realizzate in materiali come gelatina, silicone o acciaio inossidabile. Sono dispositivi invisibili e molto resistenti che permettono il drenaggio continuo dei liquidi intraoculari, contribuendo a ridurre efficacemente la pressione e, in alcuni casi, consentendo anche di sospendere l’uso dei colliri. Nei casi più complessi, che non rispondono né alle tecniche mini-invasive né agli interventi tradizionali, può essere necessario utilizzare impianti drenanti di dimensioni maggiori. Si tratta di dispositivi in silicone inerte che permettono una riduzione significativa della pressione oculare».

@RIPRODUZIONE RISERVATA