Il Punto nascita chiude Paolucci: lo dice la legge

Sfuma la speranza del Comitato dopo la riunione dei capigruppo in Regione Duro attacco sferrato dai consiglieri di minoranza: l’assessore deve dimettersi
ORTONA. Una piccola speranza riaccesa, anzi no. Il Punto nascita di Ortona è destinato alla chiusura e non ci sono margini per ripensamenti. La riunione dei capigruppo che si era tenuta martedì all'Aquila, nelle stanze di palazzo dell'Emiciclo, aveva fatto trapelare un cauto ottimismo tra i membri del Comitato spontaneo in difesa del reparto maternità ortonese, uno spiraglio però tappato subito da quanto successivamente appreso, ovvero l'avvio delle firme delle delibere di chiusura dei quattro Punti nascita abruzzesi da parte dei manager delle Asl interessate. Un atto improvviso, caduto come un fulmine a ciel sereno, che ha scatenato inevitabili polemiche, le quali però non sembrano scalfire più di tanto l'operato dell'amministrazione regionale. «Sono solo una strumentalizzazione», ha commentato l'assessore alla Sanità, Silvio Paolucci. «Per legge il reparto di Ostetricia deve operare in un bacino di utenza di 150mila abitanti». Un parametro che Ortona non possiede. E la chiusura del locale Punto nascita per la Regione non rappresenta un ridimensionamento. Verrà dato spazio a quelle che rappresenteranno altre eccellenze, come d'altronde confermato dallo stesso Paolucci, che soffermandosi sull'ospedale Bernabeo è stato chiaro: «Ci saranno la Terapia intensiva e la Ginecologia oncologica». Ma gli attacchi a lui rivolti dalla politica comunale sono duri. Gli ultimi sono arrivati dai consiglieri Carlo Ricci, Franco Musa e Leo Castiglione, che invocano le sue dimissioni. «Lei che sino al 24 Maggio 2014 tuonava “giù le mani dal Punto nascita di Ortona che ha tutti i requisiti in regola”, lei che sino al 26 giugno 2014 tuonava “Ortona non si tocca”, lei che sino al 24 maggio 2014 percorreva i corridoi di quell’ospedale e di quel Punto nascita con una maschera di giustezza, lei ha ingannato i cittadini e li sta continuando ad ingannare, li sta prendendo in giro così come ha preso in giro professionisti, amministratori tecnici e quant’altri sono venuti il 30 giugno alla conferenza regionale. Si deve dimettere», hanno dichiarato senza mezzi termini. Intanto oggi è in programma il consiglio comunale. Per l'occasione gli stessi Musa, Ricci e Castiglione presenteranno un ordine del giorno con il quale si chiede di impugnare immediatamente gli atti e la sospensiva dei decreti di chiusura già firmati in attesa della riunione del Comitato percorso nascita regionale del 9 luglio, così come concordata nella conferenza con i capigruppo regionali del 30 giugno. L'intenzione è quella di non arrendersi ma il quadro ormai è delineato. E per il reparto maternità ortonese il destino appare segnato, oggi più che mai.

