Il questore ordina più controlli: «Non tolleriamo assembramenti»

22 Maggio 2020

Borzacchiello: «Siamo pronti a collaborare con i titolari dei locali, ma le regole vanno rispettate» Multe fino a 3mila euro, sotto osservazione anche le spiagge con la riapertura degli stabilimenti 

CHIETI. Più controlli e linea dura contro gli assembramenti. Il questore Ruggiero Borzacchiello indica la strada da seguire, in tema di ordine pubblico, nella fase due dell’emergenza coronavirus: «Nessuno vuole impedire ai cittadini di muoversi all’interno della Regione, di andare a trovare i parenti oppure di fare sport, naturalmente nel rispetto delle regole. Ma gli eccessi non possono essere tollerati perché porterebbero solo danni per la salute di tutti». Insomma: non è ancora tempo di movida e le forze dell’ordine, già a partire da oggi, saranno impegnate in prima linea per impedire alle persone di stare in strada (e davanti ai locali) troppo vicine, accalcate e soprattutto senza mascherina. Perché, se è vero che all’aperto non c’è alcun obbligo di stare con la bocca e il naso coperti, è vero anche che bisogna utilizzare i dispositivi di protezione quando non è possibile mantenere la distanza di almeno un metro dagli altri.
IL PIANO. Giovedì mattina il prefetto Franco Gabrielli, capo della polizia, ha inviato una circolare a tutti i questori. «I servizi di controllo del territorio», spiega Borzacchiello, «vanno rimodulati da un lato per contrastare l’attività delle organizzazioni criminali e tutte le forme di illegalità e, dall’altro, per assicurare il rispetto dei decreti governativi in tema di contenimento del rischio di contagio da Covid 19. Il distanziamento sociale va assolutamente rispettato, così come il divieto di assembramenti. I controlli saranno ancora più stringenti: i cittadini devono essere consapevoli che comportamenti inappropriati potrebbero avere pericolose ricadute. Il virus non è ancora stato sconfitto: questa è la fase più delicata e non può essere affrontata con leggerezza. Focalizzeremo l’attenzione soprattutto verso i bar e i locali della movida, ma anche su ristoranti e pizzerie. Con la riapertura degli stabilimenti balneari, i controlli ci saranno anche sulle spiagge. Nella fase uno, dopo un periodo iniziale di sbandamento, la stragrande maggioranza dei cittadini della nostra provincia ha rispettato le regole: bisogna continuare su questa strada. Va trovato il giusto equilibrio tra la necessità di ricominciare a lavorare delle attività economiche, tra le realtà maggiormente in difficoltà a causa del lockdown, e le misure prudenziali che devono essere attuate da tutti i cittadini».
I LOCALI. Non solo pugno duro: da parte della polizia, assicura il questore, c’è la volontà di mettere in guardia i titolari dei locali per evitare spiacevoli conseguenze. Come dire: il primo intervento sarà un invito a rispettare i divieti. «Ma nel momento in cui non ci saranno gli effetti sperati», osserva Borzacchiello, «scatteranno misure sanzionatorie che prevedono multe da 400 a 3mila euro e la chiusura temporanea con la sospensione della licenza. Una cosa è certa: confidiamo nel buon senso di esercenti e cittadini». Quanto alle manifestazioni, sono consentite solo quelle “statiche”, ovvero senza particolari movimenti, a patto di rispettare il distanziamento sociale e indossare i dispositivi di protezione individuale. Restano vietati, almeno al momento, tutti gli eventi che prevedono cortei.
I TIMORI. Il rischio che si verifichino episodi di usura, con le attività commerciali in crisi a causa della chiusura forzata, è concreto. «Stiamo monitorando, insieme alle associazioni di categoria, eventuali segnalazioni e vendite sospette di società e aziende in modo tale da poter intervenire tempestivamente», sottolinea Borzacchiello. «Ma la denuncia delle vittime è fondamentale per la lotta a un reato subdolo come quello di usura. Bisogna sempre credere nelle istituzioni e nella legalità perché i risultati arrivano: una dimostrazione è la recente operazione che ha portato ad arresti e denunce a Vasto».
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