Il questore: rimanete a casa, non mollate proprio adesso

10 Aprile 2020

Il messaggio di Borzacchiello: «Una scampagnata a Pasquetta non vale il prezzo della vita Misure stringenti e più controlli, tuteliamo i cittadini anche a costo di essere impopolari»

CHIETI. «Restate a casa: non mollate proprio adesso». L’appello del questore Ruggiero Borzacchiello arriva nel giorno della festa della polizia. È un messaggio rivolto ai teatini a ridosso del weekend di Pasqua: «Una scampagnata o una giornata trascorsa al mare non valgono il prezzo della vita: rovinare tutto sarebbe da sciocchi». Ecco perché verranno aumentati i controlli per contenere il rischio di diffusione del coronavirus: sulle strade ci saranno più pattuglie e posti di blocco, soprattutto nel giorno di Pasquetta.
NIENTE FESTA. Stamattina, nel 168° anniversario della fondazione della polizia di Stato, non sono previsti appuntamenti pubblici. All’interno della caserma Spinucci, alla sola presenza del prefetto Giacomo Barbato, una corona d’alloro verrà deposta davanti al cippo commemorativo dedicato ai caduti. «Questa non è una festa», scrive il questore, «ma una cerimonia improntata alla sobrietà, in un momento difficile per il Paese, straziato dal coronavirus, che ha messo a dura prova l’attività degli uomini e delle donne della polizia. Il senso del dovere, l’attaccamento alla divisa, lo spirito di sacrificio che da sempre ci hanno contraddistinto, oggi più che mai devono spingere ad affrontare questa situazione critica offrendo non solo la nostra capacità professionale ma cercando di essere sempre pronti a recepire le istanze della collettività, per vedere la luce in fondo al tunnel».
TOLLERANZA ZERO. Dall’inizio dell’emergenza, in tutta la provincia di Chieti, le forze dell’ordine hanno controllato 16.624 persone, sanzionandone 1.059. «La polizia», prosegue Borzacchiello, «ha un ruolo non sempre riconosciuto in modo adeguato: dura lex sed lex, la legge non piace mai troppo a coloro nei cui confronti viene applicata, a meno che non venga applicata in proprio favore. Funziona così, inutile negarcelo. Tuttavia le istituzioni devono funzionare anche a costo di sfiorare l’impopolarità, al fine di salvaguardare la propria e l’altrui incolumità con regole stringenti che debbono far comprendere il senso e la misura della nostra attività in questo particolare momento».
GRAZIE AI MEDICI. «Un emozionato pensiero lo rivolgo al personale medico e sanitario della provincia di Chieti: non finiremo mai di dirgli grazie». Poi, il questore ringrazia il prefetto («tenace difensore della legalità e punto di riferimento per tutte le istituzioni territoriali»), il procuratore Francesco Testa («magistrato serio e rigoroso»), i comandanti provinciali dei carabinieri, Florimondo Forleo, e della guardia di finanza, Serafino Fiore. E ancora: il sindaco Umberto Di Primio, l’arcivescovo Bruno Forte e tutte le altre forze dell’ordine.
BILANCIO POSITIVO. Ogni anno, la festa della polizia è anche sinonimo di bilanci. «Ai miei colleghi poliziotti dico solamente grazie per tutto ciò che date alla gente di questo territorio, grazie alle vostre mogli, ai vostri figli, che spesso devono sopportare assenze improvvise e prolungate. Grazie al personale della squadra mobile, delle volanti, della Digos, dei commissariati di Vasto e Lanciano, dell’ufficio di gabinetto e a tutti coloro quotidianamente impegnati nei faticosissimi servizi di ordine e sicurezza pubblica. Grazie per tutto quello che abbiamo fatto e che stiamo facendo, pur con i limiti, pur con l’ansia che ci sta divorando, perché vorremmo tutti tornare alla vita “normale” di tutti i giorni. L’ottimo lavoro svolto in quest’ultimo anno ci viene ricompensato dalla circostanza che Chieti è risultata al decimo posto nella graduatoria nazionale delle province più sicure. Ma la polizia non è solo arresti e ordine pubblico. È anche passaporti, licenze, pratiche di immigrazione, contatti con il ministero, gestione della sicurezza lungo strade e autostrade. Grazie a tutti voi, alle organizzazioni sindacali e al personale civile. Da questore ritengo, quindi, di potermi definire soddisfatto dei risultati in termini di sicurezza raggiunti dalla Polizia di Stato, perché tutto si può ancora migliorare».
I SACRIFICI. Borzacchiello chiude con «un ringraziamento a tutti i cittadini di questa provincia, per i sacrifici che sono costretti a sopportare. Ma ricordiamoci tutti di rispettare e far rispettare quelle poche ma semplici regole dettate dall’emergenza che stiamo vivendo per proteggere e proteggerci dal male che sta attanagliando il nostro Paese. Dobbiamo dimostrare di “esserci sempre”, come recita da anni il nostro slogan, ribadendo che insieme possiamo farcela. Saremo orgogliosi di affermare, quando tutto sarà passato, “io c’ero”».