Il residenti contro il sindaco: «Ha fatto disinformazione»

14 Agosto 2016

LANCIANO. «C'è chi vuole un’accoglienza a tutti i costi e chi, come noi, pretende una “buona accoglienza” non solo dando da mangiare e da dormire ma garantendo ai profughi un percorso di...

LANCIANO. «C'è chi vuole un’accoglienza a tutti i costi e chi, come noi, pretende una “buona accoglienza” non solo dando da mangiare e da dormire ma garantendo ai profughi un percorso di integrazione. Ci siamo rapportati in modo costruttivo e collaborativo con le istituzioni incontrando prima l’amministrazione comunale, organizzando una conferenza stampa einvitando la stessa e infine chiedendo un incontro con il prefetto per manifestare i nostri disagi già abbondantemente spiegati. La nostra non è stata una reazione scomposta». Queste le parole del Comitato Villa Elce Unita in risposta a quelle del sindaco Mario Pupillo che dopo settimane ha affrontato pubblicamente il problema dell’arrivo di 24 profughi in una struttura privata a Villa Elce. Il sindaco ha parlato di «reazione scomposta dei residenti di Villa Elce», di «paura forse eccessiva che c’è nell’accoglienza che è un segnale di maturità, di umanità».

«Noi pensiamo ad essere “umani”», risponde il comitato, «ci preoccupiamo proprio del fatto che bisogna garantire a queste persone un percorso di integrazione anche per evitare quei fenomeni di “effervescenza collettiva” che si verificano quando sono private di un contesto sociale adeguato come evidenzia la cronaca di molte realtà italiane. Manifestiamo il nostro pensiero con educazione e riteniamo che qui non ci siano le condizioni per una buona accoglienza e che volevamo informazioni prima dal Comune sul problema». Informazioni avute solo nei giorni scorsi dal viceprefetto Luciano Conti e non dal Comune.

«Hanno cercato informazioni e non le hanno trovate e il Comune poteva e doveva darle», sostiene Tonia Paolucci, consigliera comnunale che sta seguendo il problema dell’accoglienza in città. «La funzione del sindaco, che è anche presidente della Provincia, è quella di fungere da collante tra prefetto e popolazione e non l’ha fatto alimentando preoccupazioni non sono vane ma contingenti, logistiche, di integrazione difficile in condizioni difficili». La Paolucci poi attacca Pupillo: «Non è l’unico depositario dell’etica, della morale: l’abbiamo tutti. Piuttosto doveva essere operativo. Dal 25 febbraio è stato avvisato dal prefetto, addirittura in una riunione a Lanciano, dell’arrivo di 1.000 profughi in provincia: che cosa ha fatto in questi mesi per accoglierli? Nulla. L’emergenza non va subita ma gestita e non lo sta facendo. Si è approvato il bilancio il 4 agosto e non c’è un centesimo sull’accoglienza, ma i profughi, come annunciato a febbraio, arriveranno». (t.d.r.)

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