Il rettore Caputi: «Vanno aumentati i posti»

Manca il personale negli ospedali: «Se non si cambiano le regole, le carenze non saranno superate»
CHIETI. Per il rettore dell’università d’Annunzio Sergio Caputi il cambiamento nelle modalità di reclutamento dei futuri studenti dei corsi di Medicina e chirurgia e Odontoiatria e protesi dentale ha certamente una portata positiva ma non risolve il problema della carenza di medici nel paese.
Il rettore ha da sempre espresso contrarietà al numero chiuso dei corsi di studio medici, chiedendo non tanto di abolire il numero chiuso quanto, almeno, di ampliare la platea dei candidati che possono essere ammessi ai corsi.
«A mio avviso questo cambiamento non risolve il problema principale, vale a dire quello del numero chiuso», dice infatti Caputi, «sarebbe necessario allargare i posti a disposizione di Medicina per far fronte alla carenza di medici nel paese. Il problema è sotto gli occhi di tutti: non ci sono medici, vanno deserti i concorsi che vengono banditi, le forze in campo non sono assolutamente sufficienti per far fronte alle necessità della nostra nazione. A livello centrale sarebbe assolutamente il momento di rifare la programmazione, tenendo conto delle reali esigenze della popolazione. L’emergenza sanitaria che abbiamo appena attraversato», conclude il rettore, «ha messo in risalto le grandi carenze». E per quanto riguarda il nuovo Tolc-Med che ha sostituito i vecchi test cartacei dei candidati, per Caputi «è certamente un cambiamento della modalità di reclutamento degli studenti, ma a mio avviso non riguarda la predisposizione dello studio della medicina». (a.i.)
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