Il rettore sfida Capasso in campo aperto
CHIETI. Il rettore sfida Capasso in campo aperto. La contromossa di Carmine Di Ilio si consuma alle 19 di ieri: convoca per lunedì mattina un Senato accademico straordinario e piazza all'odg la...
CHIETI. Il rettore sfida Capasso in campo aperto. La contromossa di Carmine Di Ilio si consuma alle 19 di ieri: convoca per lunedì mattina un Senato accademico straordinario e piazza all'odg la delibera verità. Ovvero la sostituzione nel Cda del professor Luigi Capasso, che con altri tre consiglieri, ha chiesto di mettere sott'indagine disciplinare il dg dell'Ateneo, Filippo Del Vecchio, reo di aver dirottato la progettazione di 65 milioni di opere da una soluzione in house a un inevitabile incarico privato. Così facendo Di Ilio vuole condividere, anzi scaricare sul Senato il “trombamento” di Capasso, puntando a schiacciarlo coi numeri, dopo averli contati. Sa, il rettore, di poter sperare di superare lo scoglio arduo del prossimo Cda dopo Natale, solo dopo aver eliminato il “nemico”. E per farlo ha proposto una delibera politicamente corretta, con tanto di bando pubblico per scegliere il sostituto. Può aver ragione Di Ilio ma, con l'aria di rivolta che tira, la delibera anti-Capasso può diventare un barile di benzina gettato su un rogo. Tutto accade nel giorno in cui Capasso trova un difensore d'ufficio di spessore, il segretario nazionale della Cisl Federazione Università, Francesco Saverio Sorrentino che si scaglia contro «un provvedimento adottato nei confronti di uno storico docente dell’ateneo, dall’indiscusso valore morale, professionale e accademico, reo di essere stato nominato responsabile del Museo universitario dallo stesso medesimo ateneo. Da ciò l’incompatibilità improvvisamente ipotizzata dal dg e confermata dal presidente dei revisori dei conti». Ma perché la d’Annunzio si è accorta solo adesso che il doppio ruolo poneva problemi di incompatibilità? (l.c.)

