Il Riesame annulla il sequestro dei beni a Di Tommaso

5 Luglio 2019

CASOLI. Ha ottenuto l’annullamento del sequestro dei beni patrimoniali l’imprenditore frentano Biase Di Tommaso, accusato di presunta evasione fiscale a seguito di un’indagine condotta dalla guardia...

CASOLI. Ha ottenuto l’annullamento del sequestro dei beni patrimoniali l’imprenditore frentano Biase Di Tommaso, accusato di presunta evasione fiscale a seguito di un’indagine condotta dalla guardia di finanza. Il titolare dell’azienda Crea Vini, impresa vitivinicola della zona industriale di Casoli, ha presentato ricorso al Tribunale del riesame in seguito al sequestro preventivo eseguito lo scorso giugno dalle fiamme gialle della compagnia di Lanciano.
«Tutte le richieste sono state accolte», si specifica in una nota inviata dall’azienda, «la linea difensiva, portata avanti dall’avvocato Antonio Pimpini del foro di Chieti, ha dimostrato l’assoluta estraneità del titolare della Crea Vini in merito a brogli fiscali e amministrativi. Nessun danno erariale, che in un primo momento le fiamme gialle avevano quantificato in 100mila euro di sottrazione dell’Iva, così come non vi sono prove di falsificazione dei documenti contabili».
Secondo le indagini della Finanza, l’imprenditore avrebbe frodato l’Erario attraverso un sistema di false fatturazioni per la compravendita di mosto d’uva con altre imprese compiacenti operanti nello stesso settore. L’indagine era partita da una verifica fiscale. Attraverso strumentazione tecnica avanzata, i finanzieri avevano anche attestato viaggi di spedizione e consegne di merci nella realtà mai avvenuti. Adesso la svolta in favore dell’imprenditore accusato di presunta frode fiscale. A Di Tommaso sono stati restituiti tutti i beni patrimoniali sequestrati, compresi la villa di Castel Frentano e quattro conti correnti per un ammontare di circa 700mila euro. «Per me è la fine di un incubo», commenta l’imprenditore 66enne di Castel Frentano, «sono state settimane durissime che hanno messo a repentaglio l’equilibrio familiare e professionale. Essere sbattuto in prima pagina per una colpa non commessa è il peggiore dei mali per chi ha sempre operato nell’onestà e nella trasparenza. Adesso ho solo voglia di festeggiare e dimenticare questa esperienza che ha comunque offuscato la mia immagine e la mia persona». (s.so.)
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