Il rifugio Macchia in gestione al Club alpino

28 Luglio 2015

TARANTA PELIGNA. Nuova linfa per il rifugio Macchia di Taranta, già “del Pastore”, grazie alla convenzione decennale stipulata tra l’amministrazione comunale e il Club alpino italiano sezione di...

TARANTA PELIGNA. Nuova linfa per il rifugio Macchia di Taranta, già “del Pastore”, grazie alla convenzione decennale stipulata tra l’amministrazione comunale e il Club alpino italiano sezione di Lanciano. Il rifugio è situato in località Mandre Ciavine, a 1.703 metri, dal quale si entra nel vallone di Taranta, anticamente detto “La tagliata”, un’enorme fenditura che incide per oltre sette chilometri la Maiella e al suo interno si aprono la grotta dell’Asino, quella del Bove e la famosissima Grotta del Cavallone. La struttura del rifugio è in pietra; pavimentazione in cotto; doppi infissi; l’acqua è quella piovana convogliata dal tetto in due serbatoi in polietilene della capacità di circa 200 litri ciascuno. Alla legna, al gas per il fornello e il carburante per il piccolo generatore elettrico provvede la sezione Cai di Lanciano, confidando che se ne faccia uso in modo accorto. Il fabbricato è diviso in due parti: la prima è formata da un’unica stanza, nuda ma molto ampia e luminosa, cui si accede da una porta laterale, a doppi infissi, che non è chiusa a chiave per consentire in ogni momento l’ingresso a qualsiasi escursionista. La seconda parte consta di: ingresso-zona giorno, con camino, cucina economica, ampio soppalco con scala, tavoli, sedie, armadi per stoviglie, provviste; zona di riposo, formata da ampia luminosa stanza e altrettanto ampio soppalco dotato di comoda scala e balaustra. Vi sono sette letti completi di reti, materassi, cuscini e coperte; locale per deposito legna, dotato anche di vari scaffali per provviste e attrezzi di lavoro. Questa seconda parte è riservata ai soci “Cai”, ai cittadini di Taranta Peligna. Tutti questi per accedervi devono richiedere le chiavi a un membro del direttivo Cai di Lanciano o al comando dei vigili urbani di Taranta.

Matteo Del Nobile

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