Il Rotary parla di fisco e transumanza
CHIETI. “Fisco, transumanza e pastori: uno scontro secolare”. Tornano gli incontri del martedì organizzati dal Rotary Club. Oggi dalle 17,30, al museo Barbella, sarà protagonista Paola Pierucci,...
CHIETI. “Fisco, transumanza e pastori: uno scontro secolare”. Tornano gli incontri del martedì organizzati dal Rotary Club. Oggi dalle 17,30, al museo Barbella, sarà protagonista Paola Pierucci, ordinaria all’università d’Annunzio e presidente del Rotary Club di Chieti Ovest, che, nel 2016, ha pubblicato per Franco Angeli editore il libro “Pastori e Fisco”.
«La relatrice», spiega Aurelio Bigi, presidente Rotary, «affronterà il tema della regolamentazione della pastorizia, ricostruendo le tappe di una pratica, la transumanza, che è stata oggetto di attenzione da parte dei sovrani sin dalla prima età moderna. L’imposizione sulla transumanza si sviluppò parallelamente all’attività pastorale, quando e dove questa raggiungeva una diffusione tale da renderne economicamente conveniente lo sfruttamento da parte del fisco. In particolare», ricorda Bigi, «il movimento di uomini ed animali in cerca di pascoli disponibili, che si ripeteva con regolarità nelle diverse stagioni dell’anno nei paesi del Mediterraneo, è stato oggetto di attenzione da parte dei sovrani sin dalla prima età moderna».
La Mesta spagnola rappresenta l’esempio più importante e significativo di pastorizia transumante organizzata. Per l’Italia, il fenomeno più importante è rappresentato dalla Dogana delle Pecore di Puglia alla quale era collegata la realtà pastorale abruzzese. Spiega Bigi: «Il regime fiscale dei pascoli d’Abruzzo, nato nel XV secolo con la riforma di Alfonso d’Aragona relativa al Tavoliere delle Puglie, prese il nome di Doganella d’Abruzzo e fu istituito con lo scopo di sottoporre a tassazione le greggi che non scendevano nel Tavoliere ma trascorrevano l’inverno sulle colline abruzzesi».
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