«Il rugby scuola di vita» La missione dei Rebels

9 Ottobre 2018

Sul campo di Brecciarola riparte l’avventura della squadra di Trivellone «Condividiamo la nostra passione con i bambini, così formiamo uomini leali»

CHIETI. Il rugby come sport e come scuola di vita. Sul campo di Brecciarola, ai ragazzi del Rebels Rugby Chieti, si insegna che ogni successo si costruisce su una base fatta di sacrifici, impegno e lealtà. Mancano 6 giorni per il ritorno in campo della prima squadra nel campionato nazionale di serie C1, tra Emilia, Marche e Abruzzo, insieme alle formazioni di Bologna, Imola, Forlì, Formigine, Ravenna, Castel San Pietro, Macerata, Faenza, Fano, Ancona e San Benedetto.
Alla guida dei Rebels, quasi duecento giocatori dai bambini alla squadra senior, c’è il presidente Luigi Trivellone che ha confermato lo staff dell’anno scorso. È andato a una donna, Monia Scalera, l’incarico di general manager: Scalera, presidente del Lions Club Melvin Jones di Chieti, ha il compito di organizzare e ottimizzare al massimo gli sforzi della società verso gli obiettivi. In arrivo, poi, altre due figure tecniche e un responsabile analisi per la raccolta di dati e statistiche delle gare che potrebbe fornire una marcia in più alla squadra.
Per la squadra senior, lo staff tecnico è capitanato ancora dall’head coach Marco Trivellone con Fabio Faraone, Alessandro Lenaz, Andrea Ferrieri, Davide Potere e Francesca Loreta. «Abbiamo utilizzato l’ultima stagione», dichiara l’allenatore, «per capire di cosa avevamo bisogno per poter competere alla vittoria del campionato. Abbiamo la fortuna di avere la rosa giocatori praticamente invariata rispetto allo scorso anno e alla quale si andranno ad aggiungere importanti elementi rientranti e almeno 8 giocatori under 18 già pronti per questo tipo di campionato. Nella prima settimana di allenamento», dice Trivellone, «si sono viste cose veramente interessanti e la speranza è quella di mantenere costanti gli incrementi tecnici e fisici. Abbiamo lavorato molto sull’impianto e sul gruppo e con il giusto lavoro il 14 ottobre saremo ai nastri di partenza per dare la caccia alla serie B».
A Brecciarola si punta sul vivaio: «I giocatori di rugby» spiega Faraone, «non cadono dagli alberi né si improvvisano, tutti i bambini che arrivano al campo vengono guidati in un percorso personale di crescita che li arricchisce a prescindere dal fatto che poi continuino o meno la pratica del rugby o che diventino o meno dei campioni; cerchiamo di far conoscere loro lo sport e il rugby “smontando” tutti quei comportamenti e atteggiamenti che con lo sport vero (non solo il rugby) non hanno nulla a che vedere e diamo loro un gruppo con cui giocare e lottare e vincere e soffrire e con cui, a prescindere dal risultato, poter condividere una passione reale».
«Condividiamo una linea», continua il Petrocco, «che prima di essere tecnica è tesa alla crescita dell’uomo che si trova nei ragazzi; il rugby mette loro davanti delle difficoltà che vanno superate e noi diamo loro una squadra e un gruppo, che rappresentano la motivazione e il fine per cui continuare a provare a spostare l’asticella dei propri limiti».
«Non esistono differenze», conclude Ferrieri, «tra nessuno dei componenti dell’intera famiglia che abbiamo creato; piccolo o vecchio, più o meno forte, capace o meno, se abbracci la filosofia sportiva di questo gruppo sei un Rebels a pieno titolo e vieni trattato alla stregua di qualunque altro membro, questo genera un ambiente sano, sereno ed attivissimo, una specie di oasi felice sportiva nella quale non importa dove vai ma importa solo andarci insieme».
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