«Il San Camillo centro regionale della sanità»

1 Giugno 2015

Atessa, il Pd a Paolucci: qui anche Medicina del lavoro nella zona industriale più grande del Centro-sud

ATESSA. Il circolo Pd fa sentire la sua voce in modo chiaro sull’ospedale San Camillo, elabora delle proposte e le invia all’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci, esponente di spicco del Pd regionale. Che il Pd atessano recentemente sia entrato in una nuova fase, lo dimostrerebbe anche una notizia che dà un cambio al vertice del circolo: Andrea Di Cola da alcuni giorni non è più segretario cittadino, carica che ora è vacante.

Tornando all’ospedale, in una nota il circolo Pd afferma: «L’ospedale di Atessa, dopo anni di depotenziamento, tagli ragionieristici, promesse non mantenute fondate sul nulla e buone solo a far passerelle elettorali, vive in un limbo da cui solo proposte concrete e fattibili possono trarlo, riconsegnandolo nuovamente al suo ruolo di protagonista nel rispondere adeguatamente alle domande di cura del presente e del futuro». L’occhio quindi è rivolto al futuro nel quale dovrebbe essere presente anche un ospedale in Val di Sangro. «Il Pd propone che il presidio di Atessa divenga il primo modello in ordine di tempo in Abruzzo di un nuovo modo di fare sanità e costituisca un progetto-pilota a livello regionale». Queste le proposte arrivate a Paolucci dal quale adesso si aspetta una risposta: l’immediato e reale ripristino delle attività chirurgiche e il mantenimento di tutte quelle altre attività indispensabili per la rete di assistenza sanitaria; il potenziamento della diagnostica e dei servizi ambulatoriali; l’implementazione di un Centro diabetologico e di uno dell’Alzheimer altamente specializzati; l’implementazione della Medicina del lavoro territoriale al servizio della più grande zona industriale del Centro sud Italia; la realizzazione di un centro di riabilitazione innovativo; la creazione della rete territoriale di emergenza e telesoccorso. «Tutto ciò», è specificato dal Pd, «in un contesto che preveda in prospettiva la realizzazione di un unico ospedale al servizio dell’intera area meridionale della provincia che alla luce dei vincoli imposti dalle nuove leggi sulla sanità possa offrire al cittadino servizi maggiori e più efficienti di quelli attuali».

Nella nota non si parla di dove costruire il nuovo ospedale ma in tempi non sospetti il luogo dovrebbe essere in Val di Sangro e non certo a Sant’Onofrio come vorrebbe Lanciano.

Matteo Del Nobile

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