Il San Camillo svuotato «È un ospedale fantasma»

Atessa. Guariti gli ultimi malati di Covid, nella struttura sanificata regna il silenzio L’appello del sindaco Borrelli: «Riaprite i reparti e dateci quel che ci spetta»
ATESSA. C'è silenzio nell'ospedale San Camillo. Gli ultimi malati Covid sono tornati a casa, la sanificazione dei locali è stata fatta. Ma se nell'ospedale tutto tace, lo stesso non si può dire che avvenga fuori. «Le foto degli interni del San Camillo», osserva il sindaco Giulio Borrelli, «ci restituiscono l'immagine di un ospedale fantasma. Eppure sono due settimane che l'ultimo paziente anziano è stato dimesso e l'edificio è stato bonificato dopo aver ospitato persone affette da forme lievi di coronavirus o in via di guarigione. Ci hanno messo 48 ore per smantellare tutto, reparti ospedalieri e servizi distrettuali, e allestire una struttura che nessuno prenderà a modello perché basata su valutazioni errate; ora se la prendono comoda per reimpiantare l'ospedale. Eppure le altre patologie, diverse dal Covid-19, affliggono la nostra popolazione come quella di altri territori. Le liste di attesa di tutta la Asl aumentano mentre il San Camillo, che potrebbe contribuire ad alleggerirle, resta chiuso».
Borrelli riferisce anche alcune impressioni degli operatori che hanno lavorato nell'ospedale di Atessa in tempo di Covid. «Gli infermieri, dopo essere stati strumentalmente esaltati, sono ora di pessimo umore. “Prima siamo stati sfruttati e adesso ci mandano a fare i tappabuchi negli altri ospedali”», riferisce il primo cittadino che aggiunge: «Su Atessa persiste, da parte della Asl e della Regione, un alternarsi di atteggiamenti dilatori e dichiarazioni auto-celebrative, che sono smentite dalla realtà dei fatti. Per quanto ancora pensano che la nostra popolazione possa sopportare questo stato di cose? Riaprite l'ospedale e dateci subito tutto quello che ci spetta».
Recentemente il direttore generale della Asl, Thomas Schael, ha ribadito che il San Camillo, ospedale di area disagiata, è diventato centro regionale per la riabilitazione cardio-polmonare di persone guarite dal Covid, che hanno bisogno di terapie riabilitative e che inoltre saranno ripristinati tutti i servizi temporaneamente tolti. È già presente un nuovo mammografo, la Tac a 160 strati, la migliore della Asl, rimarrà al San Camillo; l’endoscopia sarà rinnovata e potenziata, sarà riattivata la radiologia, l’ecografia di ultima generazione, il pronto soccorso sarà aperto h24, ci sarà la guardia medica, il poliambulatorio, il distretto sanitario. «Un ospedale di area disagiata deve avere la chirurgia e la medicina, e nelle intenzioni», ha affermato Schael, «niente esclude che Atessa possa diventare un centro di endoscopia interventista mentre prima era solo diagnostica». Adesso si aspetta che tutto ciò sia realizzato.
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