«Il San Pio non ha pagato più di altri ospedali»

9 Febbraio 2018

Il manager Asl Flacco incontra il Comitato di Vasto: in tutti i presidi riordino e riduzione dei costi

VASTO. Ridare la salute a un luogo deputato alla salute dei cittadini e dei residenti del territorio. È quanto ha chiesto al direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Pasquale Flacco, una rappresentanza del Comitato per la tutela del San Pio, guidata da Giuseppe Tagliente. È stato quest’ultimo a chiedere il confronto per raccontare al manager i disagi segnalati dall’utenza e spiegare le finalità del Comitato, ispirato a una logica propositiva e costruttiva e non alla contrapposizione. Nel corso del confronto è stata rappresentata al direttore aziendale la necessità di azioni incisive sull’organizzazione del “San Pio”.
A detta del Comitato il San Pio soffrirebbe di scelte penalizzanti per la salute del Vastese. I casi più eclatanti sarebbero l’Emodinamica, il declassamento della Gastroenterologia, la sistemazione alberghiera, l’utilizzo degli spazi che non pone alcune unità operative in condizione di operare al meglio. Il direttore generale, non ha negato le carenze strutturali ma ha ricordato che sono il frutto di una storia passata e non generosa per assenza di interventi. Flacco ha tuttavia anticipato alla delegazione le scelte aziendali compiute negli ultimi giorni che danno una risposta ad alcune delle questioni sollevate, a partire dall’Osservazione breve, che occuperà gli spazi ora assegnati alla Cardiologia. Sono in campo soluzioni differenti per dare una sistemazione più adeguata all’unità operativa cardiologica. «È stata inoltre adottata una delibera che destina una sala del blocco operatorio alle attività di Radiologia interventistica e procedure di Emodinamica, con l’impegno di vederne ultimata la realizzazione entro l’autunno», ha dichiarato Flacco.
Il manager ha respinto le accuse di discriminazioni compiute ai danni dell’ospedale di Vasto. «Non è affatto penalizzato rispetto ad altre strutture aziendali», ha detto Flacco. «Le rimodulazioni delle attività sono state fatte ovunque, così come le azioni di contenimento dei costi sono state spalmate su tutti i presidi. Il “San Pio” non ha pagato un prezzo più alto degli altri per il riordino della rete ospedaliera e per l’effetto dei decreti ministeriali e non ce ne sarebbe stato motivo», ha concluso il direttore generale della Asl. (p.c)
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