Il silenzio di Orsogna per il piccolo Pasquale, morto nella cula a soli 3 mesi

Saracinesche abbassate e in centinaia in chiesa per il funerale. Il riserbo richiesto dalla famiglia
ORSOGNA. Nessun palloncino, nessuna condoglianza ravvicinata, nessuna foto. Solo il silenzio, quello chiesto dalla famiglia e rispettato da un’intera comunità. È stato un addio intimo nonostante le centinaia di persone che ieri hanno riempito la chiesa di San Nicola di Bari per i funerali del piccolo Pasquale Panunzio, morto a soli tre mesi nel giorno di Ferragosto. Una cerimonia riservata e carica di commozione, alla quale Orsogna ha partecipato stringendosi idealmente attorno ai giovani genitori, Tommaso e Kristina Beqiri, senza però oltrepassare il confine che loro stessi avevano chiesto di mantenere.
A ricordarlo è stato il parroco don Giuseppe Liberatoscioli, invitando tutti a rispettare il dolore e il bisogno di raccoglimento della famiglia. «È stato molto toccante», commenta il sindaco Andrea Marinucci, presente con la fascia tricolore, «ma giustamente hanno voluto, chiesto e ottenuto un po’ di riservatezza, perché il momento è drammatico». La chiesa era gremita. In tanti sono rimasti in silenzio, senza avvicinarsi ai genitori. «È più che comprensibile», il commento raccolto tra i presenti.
Al termine della funzione nessuna scena pubblica di commiato. Il piccolo feretro è stato accompagnato fuori dalla chiesa e poi al cimitero, dove i genitori hanno proseguito da soli il loro ultimo saluto. Anche le onoranze funebri avevano invitato tutti a mantenere un atteggiamento discreto. A partecipare al dolore della famiglia è stata l’intera Orsogna, compresa la numerosa comunità albanese, date le origini della madre del piccolo Pasquale. Il paese ha osservato rigorosamente il lutto cittadino proclamato dall’amministrazione: durante il rito molte attività commerciali hanno abbassato le saracinesche. «Ribadiamo la nostra vicinanza alla famiglia in questo momento triste», ha aggiunto Marinucci. «Sono orgoglioso perché Orsogna risponde quando entrano in gioco i sentimenti. E non avevo dubbi».
Pasquale era morto nella tarda mattinata del 15 agosto. I genitori, dopo essersi accorti di una crisi respiratoria, avevano chiamato il 118, ma il bambino era deceduto durante il trasporto verso l’ospedale di Guardiagrele. La successiva ispezione medico-legale ha escluso una morte violenta e ipotesi di reato, riconducendo il decesso a una morte naturale compatibile con la Sids, la cosiddetta sindrome della morte in culla. La procura di Chieti aveva quindi concesso il nullaosta alla sepoltura. Ieri, davanti a quella piccola bara, Orsogna ha scelto di esserci nel modo più semplice: restando in silenzio.
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