Il sindaco ai residenti: «L’accoglienza è maturità»

Pupillo rompe il silenzio e replica al Comitato di Villa Elce per la protesta su Rete4 «Gli immigrati ci sono già in vari Comuni, non possiamo opporci al prefetto»
LANCIANO. «La reazione avuta dai residenti di Villa Elce per l’arrivo dei profughi è stata scomposta e fa comunque riflettere sulla paura forse eccessiva che c’è nell’accoglienza. Ci sono 200 profughi a Vasto, 56 a Lentella, altri 170 a Torino Di Sangro e anche a Lanciano arriveranno. Se il prefetto decide di inviarli in strutture che reputa adatte, il Comune non si può opporre. L’accoglienza è un segnale di maturità e non dobbiamo lasciare che la paura prenda il sopravvento sull’umanità». Sono le parole del sindaco Mario Pupillo, finora lontano dal parlare del problema profughi sollevato dai residenti di Villa Elce ora che a breve si ritroveranno ad accogliere 24 richiedenti asilo politico in una struttura privata nella contrada ma secondo loro inadatta a qualsiasi forma di accoglienza. La protesta dei residenti di Villa Elce, a cui si uniscono anche quelli di villa Andreoli e Sant’Onofrio, non è una questione razziale ma legata a problemi logistici, di collocazione della struttura privata e di sicurezza. Un commento, quello del sindaco, che arriva all’indomani del fatto che questa protesta è arrivata sulla ribalta nazionale attraverso le telecamere di Rete 4 col programma “Dalla vostra parte”. Si parlava d’immigrazione giovedì sera nella puntata e dell’immigrazione che fa paura e il caso Lanciano: «Qui non possiamo accoglierli». Tra i rappresentanti del comitato Villa Elce Unita c’erano anche i consiglieri di minoranza Paolo Bomba, Tonia Paolucci, Antonio Di Naccio. «Siamo stati invitati alla trasmissione», spiegano dal comitato, «e abbiamo ripetuto il problema avuto per la mancanza di informazione da parte del Comune su una questione così rilevante. Abbiamo dovuto attendere settimane prima di sapere dal viceprefetto da noi incontrato, che saranno in 24 richiedenti asilo ad essere ospitati e dire che qui non ci sono le condizioni per farlo. Non si possono accogliere persone in un luogo in cui mancano spazi aggregativi, su una strada provinciale e con pochissime famiglie attorno. Un’accoglienza fatta per dare da mangiare e dormire e avere soldi non ha senso. E fa specie che finora il sindaco non si sia pronunciato».
Il Comune finora è stato rappresentato dall’assessore Davide Caporale che ha sempre ribadito che sui profughi spetta al prefetto decidere, il Comune non può nulla. «È vero che il Comune non può decidere sull’arrivo dei profughi», dice il consigliere Paolo Bomba, «ma poteva informare i residenti di questa possibilità da giorni e disporre un piano per l’accoglienza. Condividiamo le preoccupazioni dei residenti perché queste 24 persone sono richiedenti asilo, non ancora analizzate dalla prefettura e non si sa quindi se hanno o meno i requisiti per la richiesta».
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