Il sindaco Carulli: un altro duro colpo dopo la Lazzaroni
ROCCAMONTEPIANO. I sindaci del territorio scendono in campo contro l’esodo industriale. Dopo la lettera al presidente della Repubblica del sindaco di San Martino sulla Marrucina, Luciano Giammarino,...
ROCCAMONTEPIANO. I sindaci del territorio scendono in campo contro l’esodo industriale. Dopo la lettera al presidente della Repubblica del sindaco di San Martino sulla Marrucina, Luciano Giammarino, si muove anche quello di Roccamontepiano, Adamo Carulli, che tra la Ball di San Martino e la Lazzaroni di Pretoro, altra azienda pronta a delocalizzare, si trova stretto tra due fuochi. Come già per la Lazzaroni, anche per la Ball Carulli ha interessato il presidente della Regione, Giovanni Lolli. «Siamo di fronte a un durissimo colpo per questo territorio», dice Carulli, «in pochissimo tempo due grandi aziende minacciano la chiusura. Un impoverimento che si farà sentire. Venerdì scorso ho incontrato il presidente Lolli per chiedergli un intervento autorevole. Lolli si era già impegnato per la Lazzaroni a trovare possibilità di reinvestimento industriale». Intanto alla Lazzaroni imperversa lo scoraggiamento. «Molti dipendenti dell’azienda dolciaria hanno deciso di abbandonare la lotta e di licenziarsi», continua Carulli, «la proprietà resta ferma sulle proprie posizioni. Ai dipendenti non ha offerto altro che trasferirsi per andare a lavorare nello stabilimento di Isola del Gran Sasso. Senza un incentivo economico. Il tempo passa e, a queste condizioni, i lavoratori si sono sentiti abbandonati, anche dalle istituzioni. E almeno questo non deve risultare: perché le istituzioni, e la Regione in primis, si stanno comunque muovendo, pur all’interno di uno scenario oggettivamente difficile. E lo faranno anche per la Ball». Roccamontepiano, tra Ball e Lazzaroni, verrebbe a perdere una quindicina di posti di lavoro. Che il sindaco Carulli ha intenzione di tutelare in ogni modo. (f.d.)

