Il sindaco convoca l’assessore Paolucci I sindacati: bene così

VASTO. Cento famiglie con il fiato sospeso. Sono quelle dei lavoratori dell’Istituto di riabilitazione San Francesco di Vasto Marina. Se la Regione dovesse confermare i tagli il loro futuro si...
VASTO. Cento famiglie con il fiato sospeso. Sono quelle dei lavoratori dell’Istituto di riabilitazione San Francesco di Vasto Marina. Se la Regione dovesse confermare i tagli il loro futuro si tingerebbe di nero. Hanno chiesto aiuto al sindaco. E Francesco Menna ha convocato per oggi pomeriggio un tavolo di confronto a Palazzo di città. Alla riunione in programma alle 16 saranno presenti l’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci, rappresentanti dell’amministrazione della Fondazione Padre Alberto Mileno e le organizzazione sindacali. Preoccupazione anche per gli utenti che hanno già avviato le terapie e ora potrebbero essere costretti ad interrompere la cura. Questa sera saranno comunicate le decisioni della giunta regionale.
«Il sindaco Menna sulla vicenda ha mostrato sensibilità e attenzione, ed è riuscito a mettere attorno ad un tavolo, presieduto dall’assessore alla regionale Paolucci, i dirigenti della Fondazione e i sindacati», scrivono i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil . «L’auspicio è che possa essere trovata una soluzione per le sacrosante aspettative di numerosi utenti diversamente abili, di centinaia di lavoratori e delle loro famiglie».
La Fondazione ha subito un ulteriore taglio di 500mila euro di fondi che ha scatenato la reazione indignata di molti politici anche del Pd, il partito del sindaco, di Paolucci e del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso. I dirigenti si sono attivati per capire che cosa sia potuto accadere nel trasmettere mensilmente i dati di produzione (flussi informativi) alla Asl di Lanciano-Vasto-Chieti, nell’intento di trovare il bandolo della matassa per chiarire e risolvere definitivamente la questione. «Come rappresentanti sindacali, ma soprattutto come lavoratori, non vogliamo individuare responsabilità se eventualmente ce ne fossero, bensì trovare soluzioni», scrivono Ferdinando Costanzo, Gabriele Martelli, Domenico Fecondo, Daniele Leone e Donato Tricase, di Cgil-Cisl e Uil. «Occorre mettere in atto tutti gli strumenti previsti dalla normativa regionale, in primo luogo, bisogna portare a termine il processo di riconversione delle strutture ex art. 26, richiamando alcuni Comuni e qualche Asl al rispetto di quanto stabilito dalle direttive regionali». (p.c.)
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