«Il sindaco ignora l’opposizione»

24 Giugno 2023

Di Biase (FdI) e la lite in consiglio: la maggioranza non vuole ridursi le indennità 

CHIETI. Dopo la lite che l’ha vista protagonista nel consiglio comunale di giovedì scorso, la consigliera d’opposizione Carla Di Biase, capogruppo di Fratelli d’Italia, spiega la sua posizione. Di Biase ha interrotto più volte il sindaco Diego Ferrara nel discorso finale in aula perché, dice, si era accorta che il sindaco non rimaneva più sul tema che gli era stato assegnato. In aula, infatti, vigono regole ben precise, dettate da un regolamento del consiglio comunale, che tenta di far sì che non si possa parlare di qualsivoglia argomento a piacere.
Secondo Di Biase, dunque, il sindaco era fuori tema. Di qui le sue interruzioni che hanno fatto alzare la voce contro di lei sia a Ferrara che al vicesindaco Paolo De Cesare. «Nel mio intervento avevo invitato il sindaco a rimanere sul tema», dice la consigliera, «ovvero le delibere 58/2023 e 149/2023 con cui la Corte dei conti, in seguito all'esposto dell'opposizione, ha ritenuto insufficiente gli sforzi di questa amministrazione e bocciato sonoramente il piano di riequilibrio presentato dall'assessore Tiziana Della Penna, prescrivendo il dissesto. Seppur fallimentare in tutta la linea, ho invitato il sindaco a non nascondersi dietro la cultura dell’alibi scaricando la responsabilità sul passato, come fa da ormai 33 mesi, ma a dirci, in nome dell’operazione verità e trasparenza da lui lanciata, come ha intenzione questa maggioranza di comportarsi di fronte agli atti prodromici del piano di risanamento della Teateservizi. Gli ho anche suggerito, in seguito alla nomina dell’organismo straordinario di liquidazione, di optare per l’istituto della riduzione volontaria devolvendo, insieme a giunta e presidente del consiglio, il 30% di indennità per un totale di 230mila euro da destinare al sociale che sarà falciato dai tagli lineari. A quel punto ha iniziato a farfugliare frasi prive di contenuto tecnico e politico, chiedendomi perché non avevamo votato noi una pretesa creditoria di un terzo, nello specifico Farmafactoring. Quando meravigliata gli ho risposto che la pretesa non accertata dai dirigenti non è un debito, e che il sindaco di un capoluogo non può non sapere questo, ha iniziato ad inveirmi contro, dimostrando la sua vera natura, arrogante e presuntuosa». (a.i.)
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