Il sindaco: «L’aggressore non è in paese»

MONTEODORISIO. Tre anni sono tanti, ma il sindaco di Monteodorisio Catia Di Fabio ha ancora bene impresso nella memoria quello che accadde il 4 febbraio 2018. «All'epoca non ero sindaco, ma ciò che...
MONTEODORISIO. Tre anni sono tanti, ma il sindaco di Monteodorisio Catia Di Fabio ha ancora bene impresso nella memoria quello che accadde il 4 febbraio 2018. «All'epoca non ero sindaco, ma ciò che successe ad Antonio Lizzi fu un fatto scioccante che ricordo ancora con rammarico», dice il primo cittadino. «Io abitavo a poca distanza. L’assassinio di Lizzi turbò tutto il paese. A Monteodorisio ci conosciamo tutti. Nessuno si aspettava un’aggressione così brutale e violenta al punto da uccidere il pensionato». Il sindaco dell'epoca Saverio Di Giacomo è sempre stato certo che l'omicida non fosse in paese. Anche Catia Di Fabio lo pensa. Lizzi era conosciuto da tutti, e da tutti accettato per com’era. «Proprio per questo il fatto ha turbato tutti i cittadini. A distanza di tempo, nessuno riesce a comprendere il motivo del delitto. È stato un fatto terribile per noi e, soprattutto, per la famiglia, a cui va la mia solidarietà. Anche per loro spero che un giorno gli investigatori riescano a dare un nome all'assassino».
I sentimenti del primo cittadino, a distanza di anni, sono immutati e tangibili. L’omicidio venne scoperto da un consigliere comunale, Donato Lizzi. C’è desiderio di verità a Monteodorisio. La sensazione di tutti però è che il giallo possa rimanere irrisolto. Se l'assassino arrivò da lontano, neppure le indagini sulle tracce biologiche potrebbero risolvere il mistero. Lizzi non aveva un carattere facile ma non faceva del male a nessuno. «E nessuno avrebbe mai alzato una mano su di lui. Questo paese non ama la violenza», chiude il sindaco Di Fabio. (p.c.)
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