Il sindaco: «La mensa scolastica può partire a inizio novembre»

28 Ottobre 2021

Ferrara: «Una ditta è interessata a svolgere il servizio fino a Natale, chiediamo scusa per i disagi» Ma si attende anche il pronunciamento del Consiglio di Stato sullo scontro con l’azienda Ladisa

CHIETI. «Stiamo lavorando per riaprire la mensa scolastica per la settimana che parte dall’8 novembre». Parola del sindaco Diego Ferrara che torna a chiedere «scusa per il disservizio» e assicura che in Comune si sta facendo di tutto per risolverlo il prima possibile. Dopo la sospensione dell’appalto da parte del Tar, che ha accolto il ricorso del gestore uscente (la ditta Ladisa) concedendo la sospensiva, il Comune ha messo in campo tre strade per risolvere il problema dei 1.500 pasti saltati.
La strada più lunga è quella della procedura negoziata: consiste nella pubblicazione un avviso che definirà tutti i parametri del servizio; poi si procederà alla definizione di un elenco di operatori economici da invitare a formulare le offerte; si attenderà che le ditte disponibili facciano pervenire la loro offerta, che sarà valutata in tutti i suoi aspetti, per arrivare a un affidamento temporaneo del servizio. Il tutto non potrà essere concluso prima di metà dicembre.
Perciò, mentre questa procedura va avanti seguendo il proprio iter burocratico, il Comune sta provando una seconda strada, quella dell’affidamento diretto del servizio. L’ente ha, infatti, provveduto a contattare diverse ditte per vedere di affidare il servizio in maniera diretta, cosa che può fare purché l’importo sia al di sotto di una soglia massima fissata per legge. Con l’affidamento diretto, per un importo “sotto soglia”, chi svolgerà il servizio potrà farlo solo fino a Natale; a quel punto, però, la procedura negoziata potrà essere conclusa e, in caso di esito positivo, ci sarà una ditta che potrà svolgere il servizio fino a quando il Tar non giudicherà nel merito il ricorso sull’appalto che per ora è solo sospeso. Il Comune ha contattato cinque diverse ditte e una di loro si è detta disponibile a gestire il servizio alle condizioni dell’ente. Ha chiesto però di attendere sino al 4 novembre, quando sarà un altro organo a doversi esprimere sulla vicenda, il Consiglio di Stato.
La terza strada messa in campo dal Comune per riattivare la mensa è infatti un ricorso al Consiglio di Stati contro la sospensiva concessa dal Tar. I giudici di secondo grado dovrebbero esprimersi giovedì della prossima settimana: se il pronunciamento sarà favorevole al Comune, la sospensiva sarà revocata e la ditta che ha vinto l’appalto potrà procedere alla riattivazione della mensa dalla settimana successiva; se il pronunciamento sarà sfavorevole al Comune, il servizio potrà essere affidato in maniera diretta alla ditta che si è detta disponibile a gestirlo fino a Natale.
«In una maniera o nell’altra», dice Ferrara, «noi stiamo lavorando affinché da lunedì 8, o giù di lì, si possa ripartire con la mensa. In attesa che il Tar, a marzo prossimo, decida nel merito del ricorso presentato. Capiamo le difficoltà delle famiglie e a nome dell’ente chiedo scusa per i disagi, ma stiamo cercando di rimediare in tutti i modi».
Se il Consiglio di Stato dovesse pronunciarsi favorevolmente al Comune, l’appalto, non più oggetto di sospensiva, potrà ripartire dunque con la gestione del raggruppamento di imprese che se lo è aggiudicato, vale a dire il Consorzio appalti Italia, presieduto da Ottavio Rapposelli e composto dalla cooperativa Labor, dalla società Dama e dalla cooperativa Maurì. L’appalto per la gestione della refezione scolastica, dell’importo di 5.259.160 euro, ha durata di tre anni. Il Consorzio Appalti Italia se lo è aggiudicato lo scorso 10 giugno con un ribasso pari al 21 per cento e un costo di 3,95 euro a pasto.
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