Il sindaco si ricandida: «Puntiamo su cultura e giovani»

17 Maggio 2019

TREGLIO. Ci sono l’esperto di cantieri, un ingegnere civile e chi ha lavorato sia nel privato che nella pubblica amministrazione. È la squadra di “Treglio futura” del sindaco uscente Massimiliano...

TREGLIO. Ci sono l’esperto di cantieri, un ingegnere civile e chi ha lavorato sia nel privato che nella pubblica amministrazione. È la squadra di “Treglio futura” del sindaco uscente Massimiliano Berghella che tenta il bis coniugando nomi collaudati e volti nuovi. «In lista ci sono 4 donne e 6 uomini», presenta la lista il candidato sindaco, «abbiamo voluto dare una grossa rappresentatività al mondo femminile. Poi c’è il discorso di futuro condiviso con i giovani, insieme ai due consiglieri uscenti che provengono dall’opposizione». Ecco la squadra: Orlando Bellisario, Gaspare Biraghi, Davide Cornacchia, Umberto D’Arcangelo, Sebastiano Della Guardia, Laura Di Nunzio, Giuseppina Di Renzo, Tiziana Mollo, Giovanni Pasquini, Maria Adele Pasquini. Berghella ha le idee chiare sul futuro del paese: «Nell’ottica della Costa dei trabocchi e della Via Verde, immaginiamo Treglio come il polo culturale, con il teatro, il museo a cielo aperto e le vie degli affreschi. Poi deve diventare sempre più il paese per le famiglie, con servizi per i giovani, strutture sportive, parchi, aree verdi e parcheggi. Pensiamo a un anello pedonale attorno a San Giorgio, che è la normale congiunzione con via Bergamo e quindi con Lanciano. Treglio non va visto come paese satellite di Lanciano, ma come agglomerato urbano con una residenzialità di qualità, che amplia l’offerta del nostro territorio». No alla riattivazione delle biomasse e a nuovi insediamenti insalubri, sì alla riqualificazione della zona industriale di Paglieroni. «Vogliamo trasformarla anche in zona di servizi e commerciale», spiega Berghella, «la vicinanza con l’autostrada ci permette di fare anche ricettività. Piano piano stiamo trasformando il volto del paese, ristabilendo un percorso virtuoso nei conti e nei bilanci: abbiamo fatto una grande politica di risparmi, ridotto il debito e i mutui da 59 a 34, e con l’avanzo di amministrazione abbiamo investito in opere per la collettività». (s.so.)
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