Il sindaco: «Via i giochi di legno» E i genitori chiedono più controlli

4 Settembre 2022

Dopo la tragedia di Avezzano con la bimba schiacciata da un’altalena, ecco i timori delle famiglie Ferrara rassicura: «Manutenzione costante, le attrezzature ludiche rotte saranno presto sostituite»

CHIETI. «Nei parchi cittadini sostituiremo i giochi in legno». Il sindaco Diego Ferrara risponde così ai genitori che chiedono più manutenzione e controlli nelle aree verdi di Chieti. La tragedia di Avezzano, con la piccola Alessia Prendi, 11 anni appena, schiacciata e uccisa dalla trave di un’altalena all’oratorio di San Pelino, fa tornare al centro dell’attenzione il problema della sicurezza nei luoghi frequentati dai bambini. «Molte travi», argomenta il primo cittadino, «sono scheggiate e rappresentano un pericolo per i più piccoli. Ecco perché abbiamo deciso di intervenire, scegliendo attrezzature ludiche di materiali diversi dal legno».
IL VIAGGIO NEI PARCHI
Il più gettonato è quello alla fine della villa comunale, verso viale Europa. Ma il rischio caduta è concreto, fanno notare i genitori, perché «la pavimentazione di gomma è piena di buchi e dislivelli». Il Comune assicura che la problematica è stata già individuata: «L’area», promette Ferrara, «sarà presto sistemata: una ditta è stata già incaricata per eseguire il restauro dei parterre in gomma, ma i tempi purtroppo sono lunghi». C’è chi preferisce portare i figli al parco Obletter, allo Scalo.
PARLANO I GENITORI
«Ho notato che le fontanelle dei parchi alla Villa non funzionano», segnala Mariagrazia De Luca. «Lì l’area giochi è piccola, si potrebbe fare di più», aggiunge Fabio Bucciarelli. Ora sono le altalene i giochi a cui si presta attenzione e che i genitori temono di più: «Dovrebbero essere controllate spesso», dice papà Carmine, «avevo pensato di portare io il lubrificante per le catene». Anche Ilaria Stella si dice preoccupata: «Controllo sempre lo stato delle catene prima di far salire mio figlio». Il parco in via Amiterno è stato riorganizzato da poco. «Avrei preferito più giochi», dice Dora Pellaccia. «In alcuni punti il campo da basket non ha la rete», aggiunge mamma Paola. Al Villaggio Celdit i genitori protestano. «Il parco non viene mai annaffiato e c’è poco verde», lamenta Michael Masciola, «ci sono poche giostrine e troppo cemento». Nel parco è stato realizzato un complesso di panchine proprio in cemento con l’aggiunta di una fontanella ornamentale dalla quale usciva acqua non potabile. «L’abbiamo fatta chiudere perché molti bambini giocando andavano a bere», spiega Masciola.
LE RICHIESTE
Il parco del quartiere Levante è ben attrezzato: fontanella funzionate, cestini e panchine a disposizione e altalene per grandi e piccoli. Ma il pericolo sorge guardando il dislivello di terra accanto al gioco della mini-funivia: «Dovrebbe essere rispianato il dosso perché correndo i bambini possono cadere di sotto», protesta Camilla Trovarello. I genitori chiedono di prolungare l’orario di apertura dei parchi: «Dovrebbero essere aperti di più», dice Bucciarelli. «A luglio il parco del Villaggio Celdit è stato chiuso la sera», ricorda Masciola. Ma cambiare l’apertura «sarà difficile», spiega Ferrara, «perché gli orari dei custodi sono quelli della pubblica amministrazione». Più in generale, si diceva, i genitori sollecitano il Comune a una maggiore manutenzione delle aree destinate ai bambini. «I parchi sono controllati periodicamente», riprende Ferrara, «da anni un addetto del Comune si occupa di supervisionare la funzionalità e la sicurezza delle attrezzature ludiche. Non ho problemi ad affermare che alcuni giochi devono essere riparati perché sono stati rotti: presto provvederemo a sostituirli».
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