Il sindaco: violenza intollerabilema non chiudo prima i locali

Ferrara interviene dopo l’ultimo pestaggio e convoca un nuovo vertice con le associazioni di categoria Sul fronte delle indagini, i carabinieri stringono il cerchio intorno a chi ha picchiato il giovane pizzaiolo
CHIETI. «È uno sgradevole e intollerabile atto di violenza che non si addice alla nostra città. Ma non voglio mettere limitazioni di orario ai locali della movida perché significherebbe penalizzare un’intera comunità per colpa di pochi incoscienti». Il giorno dopo la notizia di un pizzaiolo di 22 anni pestato dal branco davanti a un bar di via Colonnetta, alle tre della notte tra sabato e domenica scorsi, il sindaco Diego Ferrara interviene per condannare l’episodio.
A Chieti, contrariamente a quanto avvenuto nella vicina Pescara, l’amministrazione comunale ha deciso di non chiudere in anticipo i luoghi simboli del divertimento. E il primo cittadino dice a chiare lettere che non farà passi indietro. «Non vogliamo intaccare in alcun modo la libertà di tantissime famiglie e ragazzi perbene che, giustamente, chiedono di vivere la loro estate nel modo più tranquillo possibile, senza essere obbligati a guardare di continuo l’orologio. Non mi stancherò mai di ripetere che l’obiettivo è la prevenzione e non la repressione». L’ultima aggressione finirà al centro di un vertice in programma venerdì mattina. «Porteremo ciò che è accaduto alla riunione con le associazioni di categoria: deve esserci un confronto aperto su come evitare che fatti simili si ripetano», proseguono il sindaco e l’assessore al commercio Manuel Pantalone. «Dobbiamo anzitutto avere contezza dei fatti e delle responsabilità, al cui accertamento stanno procedendo le forze dell’ordine. Una volta chiaro il quadro della situazione, dobbiamo fare in modo che la violenza non sia espressione della nostra città, né che la reazione di pochi possa rappresentare lo spirito di un’intera comunità. Nel non porre limiti alla chiusura dei locali abbiamo fatto una scelta di buon senso, confidando anche in quello dei gestori e dei frequentatori. E sarà una scelta che rimarrà finché le condizioni di sicurezza e ordine pubblico saranno rispettate».
Dopo la revoca del coprifuoco, c’è stata un’elevata affluenza nei locali della movida di Chieti Scalo: in molti arrivano da fuori comune. «Abbiamo l’obiettivo di rendere attrattiva la nostra città perché la sua economia recuperi strada e animazione», sottolineano Ferrara e Pantalone, «ma non vogliamo diventare la terra dove fare ciò che non è consentito altrove. Su questo ci confronteremo con le associazioni di categoria per trovare soluzioni affinché non accada mai più che una serata in città si trasformi in rissa o in occasione di turbamento dell’ordine pubblico cittadino che, specie dopo i mesi vissuti in balia dell’emergenza Covid, è un bene comune da tutelare».
Sul fronte delle indagini, i carabinieri stringono il cerchio intorno agli aggressori del pizzaiolo di Sambuceto preso di mira nello scorso fine settimane. Potrebbero risultare decisive le immagini delle telecamere presenti in zona e i racconti di eventuali testimoni. Il giovane è stato già ascoltato dai militari dell’Arma: stando alla sua versione, dopo essere stato colpito da un pugile professionista che stava trascorrendo la serata nel locale, è stato accerchiato e pestato da una ventina di persone.
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