Il sindaco: «Vuoto incolmabile» Razzi: ho perso un amico vero

CASTEL FRENTANO. La notizia della morte di Pietro Ferrante ha fatto ieri mattina il giro del paese. Pietro, il "maestro", era un punto di riferimento per Castel Frentano, paese che lui amava, paese...
CASTEL FRENTANO. La notizia della morte di Pietro Ferrante ha fatto ieri mattina il giro del paese. Pietro, il "maestro", era un punto di riferimento per Castel Frentano, paese che lui amava, paese che lo amava. «La scomparsa di Pietro», dice il sindaco Gabriele D'Angelo, «ci ha lasciati sbigottiti, nessuno poteva immaginare che una persona così piena di vita e di iniziative potesse andar via per sempre in modo così repentino. Pietro», continua il sindaco, «ha portato in giro per Italia e all'estero la creatività degli abruzzesi e la laboriosità dei castellini e di ciò gli siamo grati. A nome della comunità che rappresento, esprimo le condoglianza alla famiglia, Pietro lascerà un vuoto incolmabile nel nostro paese».
Un amico di Pietro Ferrante è stato l'ex senatore Antonio Razzi, che ha assicurato la sua presenza al funerale, oggi a Castel Frentano. Insieme fecero anche un viaggio istituzionale in Corea del Nord. Raggiunto al telefono, Razzi non nasconde l’emozione. «Ho perso un amico grandissimo. È lui che mi dava la forza per intraprendere nuove iniziative. Mi diceva: «Anto’, lascia perde gli invidiosi, fregatene, tu sei un grande lavoratore e non hai smesso mai di pensare al nostro Abruzzo, vai sempre avanti». Riguardo al viaggio in Corea, Razzi ricorda: «Pietro era attento a quel mondo, ne era affascinato, osservava tutto per avere ispirazione. Quando sono ritornato in Corea, due anni fa», continua l’ex senatore, «sono andato nel museo della capitale, Pyongyang, nel quale si conservano i doni delle delegazioni estere. Ebbene, in una sala ho visto l'opera “Amicizia”, che Pietro portò in dono: due farfalle dai colori delle bandiere italiana e coreana, in argento, di trenta centimetri, per simboleggiare l'incontro tra paesi così diversi. Mi fece molto piacere vedere la sua opera in quel museo». Razzi racconta un ultimo particolare. «Quando partecipai alla trasmissione “Ballando sotto le stelle”, una sera venne a trovarci Pietro con un vassoio di bocconotti di Castel Frentano tessendo le lodi della loro bontà e facendo fare bella figura al suo paese. Immediatamente si formò un capannello attorno a lui. Il mio amico era gioviale, solare, pieno di vita: per me è una grande perdita». (m.d.n.)
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